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Urbanistica di Aquileia romana

Aquileia romana

La città romana sorse nei pressi dell’area in cui, nel 186 a.C., si erano stanziati i Galli Transalpini, che, successivamente all’intervento di Roma, si ritirarono nuovamente al di là delle Alpi. Queste notizie ci sono fornite da Livio il quale riporta anche che la colonia di diritto latino di Aquileia fu fondata nel 181 a.C. (1).

Il luogo della fondazione fu scelto principalmente per due motivi: quelli di ordine strategico, in funzione del controllo dei valichi alpini orientali; e quelli economici, infatti la città sorse presso il fiume navigabile Natisone allo sbocco della via dell’ambra. La deduzione fu affidata a C. Flaminio, P. Cornelio Scipione Nasica, L. Manlio Acidino Fulviano. Un’ulteriore deduzione di 1500 famiglie fu effettuata nal 169 a.C. per rafforzare la colonia.

La sua posizione crebbe d’importanza con la realizzazione nel 148 a.C., da parte del console Spurio Postumio Albino, della via Postumia. Tale via collegava Genova con Aquileia , toccando Piacenza, Cremona, Mantova, Verona, Vicenza e Oderzo. Inoltre, nel nel 131 a.C., venne costruita la via Annia, che si ricollegava alla via Emilia.

Probabilmente nell’89 a.C. Aquileia ottenne la cittadinanza romana e venne ascritta alla tribù Velina. Sotto Claudio assunse a titolo onorifico il rango di colonia romana. Sotto Augusto fu nominata capitale della X Regio Venetia et Histria. La posizione della città la sottopose a pericoli di invasioni barbariche: fu minacciata dall’invasione dei Quadi e dei Marcomanni tra il 168 e il 169 d.C., poi sconfitti da Marco Aurelio.

Nel 193 vi fu il passaggio di Settimio Severo, acclamato imperatore dalle legioni in Pannonia, in marcia verso Roma. Durante il periodo severo la città conobbe un forte impulso edilizio, con rifacimenti dell’apparato forense, e prese il nome di Colonia Septimia Severa Clodia Albina.

Nel 283 d.C. fu assediata da Massimino il Trace: si tratta del primo episodio di una serie di lotte tra imperatori di cui Aquileia sarà testimone e partecipe fino alla caduta dell’Impero. Tra queste, nel 361 d.C. fu coinvolta nella lotta tra Costanzo II e Giuliano l’Apostata, che nel corso dell’assedio fece deviare il fume Natisone.

Sopravvissuta all’assedio dei Visigoti, venne distrutta dagli Unni.

Urbanistica di Aquileia romana

L’assetto urbanistico all’epoca della fondazione è incerto. Sembra si trattasse di un castrum fortificato, di m 355 x 296, posto tra le attuali Via Manlio Acidino e Via Vescovo Teodoro.

A cominciare dall’epoca della seconda deduzione assunse una forma più allungata, anche per il condizionamento del fiume.

Le mura

Successivamente al castrum primitivo, una seconda cinta muraria, più ampia, sembrerebbe essere stata costruita durante l’assedio di Massimino il Trace, ma non tutti gli studiosi sono concordi. Un terzo muro, a oriente del precedente, presupponeva il restringimento dell’alveo del fiume, e si data alla fine del IV sec. d.C., come testimonia un’epigrafe che ricorda Valentiniano, Teodosio e Arcadio (2).

L’impianto viario

La via Iulia augusta costituiva il principale asse nord-sud e forse subiva una lieve deviazione in prossimità del foro, poiché esso era chiuso a sud dalla basilica. L’area del foro, che misurava circa m 75 x 115, ebbe probabilmente questa destinazione fin dalla fondazione della colonia.

Edifici pubblici

A est la città era dotata di un porto fluviale sul fiume Natisone. Mentre sul lato occidentale erano ubicati il circo, che in epoca tarda fu inglobato nelle fortificazioni, e, a sud di questo, l’anfiteatro.

  • Liv., Ab Urb. Cond., XXXIX, 54-55.
  • AE 1934, 0236.

Bibliografia

  • L. Bertacchi, Nuova pianta archeologica di Aquileia, Aquileia 2003.
  • E. Mangani, F. Rebecchi, M. J. Strazzulla, Emilia Venezie, Roma-Bari 1993.
  • L. Ruaro Loseri, Il foro imperiale di Aquileia, Trieste 1961.

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