USA, Boston – Il femminismo nasce nel Rinascimento

Secondo gli studi della docente di facoltà di Storia del Boston College, Sarah Ross, i primi germi di quello che attualmente viene chiamato “femminismo” possono essere rintracciati nel Rinascimento, ed in particolare in Italia e Gran Bretagna tra il 1400 e 1700. Il risultato della ricerca, pubblicato nel volume “The Birth of Feminism. Woman as intellect in Reinassance Italy and England”, scaturisce dall’analisi di testi e manoscritti della British Library di Londra e gli Archivi di Stato di Venezia e Verona che hanno permesso alla Ross di individuare 19 profili femminili aventi in comune l’atteggiamento critico nei confronti di una

femminismo ha origine nel rinascimento

Secondo gli studi della docente di facoltà di Storia del Boston College, Sarah Ross, i primi germi di quello che attualmente viene chiamato “femminismo” possono essere rintracciati nel Rinascimento, ed in particolare in Italia e Gran Bretagna tra il 1400 e 1700.

Il risultato della ricerca, pubblicato nel volume “The Birth of Feminism. Woman as intellect in Reinassance Italy and England”, scaturisce dall’analisi di testi e manoscritti della British Library di Londra e gli Archivi di Stato di Venezia e Verona che hanno permesso alla Ross di individuare 19 profili femminili aventi in comune l’atteggiamento critico nei confronti di una società patriarcale e la piena volontà di promuovere un’eguaglianza intellettuale della donna, al pari di quella maschile.

Tra le donne degne di nota, si deve ricordare Christine de Pizan (1365 – 1430) oppositrice della misoginia e prima scrittrice professionale europea con l’opera “La Città delle Dame”. Laura Cereta (1469 – 1499) che nei suo volumi difendeva il diritto di istruzione alle donne e criticava l’ oppressione nei confronti delle donne sposate. Infine, Lucrezia Marinella (1571- 1653) che attraverso le figure religiose femminili ne rappresenta le doti di eroismo e virtù.

Inoltre la Ross descrive le tappe di questa evoluzione attraverso tre momenti ben distinguibili: il primo è detto “femminismo esplicito” che si caratterizza per una critica abbastanza pungente sulla società maschile del tempo e una riaffermazione della donna nella cultura. Il secondo momento definito “femminismo celebratorio” non attacca direttamente il maschilismo ma esalta in qualche modo le conquiste politiche e letterarie da parte delle categorie delle donne. Il terzo “femminismo partecipatorio” comprendente gran parte delle umaniste inglesi, tra cui Margaret Roper figlia di Tommaso Moro, che si cimentarono in traduzioni e composizioni di opere originali arrivando così ad una primordiale parità dei sessi.

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