Venosa, teatro e anfiteatro

Meglio conosciuto è invece il settore dell’abitato di epoca romana di Venosa dove ora è visibile l’anfiteatro; i dati di scavo mostrano infatti come, in età augustea, nell’area in questione esistesse un quartiere fittamente edificato, dove a case di modesto livello si alternavano domus più ricche; ciò è testimoniato anche da un certo lacerto di affresco parietale di notevole qualità artistica, rinvenuto in frammenti e quindi ricomposto. La realizzazione del grosso monumento per i giochi gladiatori, l’anfiteatro, da collocarsi forse in età Neroniana, comportò prima l’esproprio e poi l’abbattimento di gran parte di queste abitazioni. Dell’altro edificio per spettacolo usualmente

Venosa, teatro e anfiteatro

Meglio conosciuto è invece il settore dell’abitato di epoca romana di Venosa dove ora è visibile l’anfiteatro; i dati di scavo mostrano infatti come, in età augustea, nell’area in questione esistesse un quartiere fittamente edificato, dove a case di modesto livello si alternavano domus più ricche; ciò è testimoniato anche da un certo lacerto di affresco parietale di notevole qualità artistica, rinvenuto in frammenti e quindi ricomposto.

La realizzazione del grosso monumento per i giochi gladiatori, l’anfiteatro, da collocarsi forse in età Neroniana, comportò prima l’esproprio e poi l’abbattimento di gran parte di queste abitazioni. Dell’altro edificio per spettacolo usualmente presente nelle città romane, il teatro rimane una labile traccia nel telamone attualmente conservato in un portico di Palazzo D’Ardes: la statua proviene con ogni probabilità da una transenna che delimitava uno dei passaggi laterali del teatro (analemmata) e richiama nello stile iconografico esemplari di Pompei risalenti al I secolo a. C.

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