Vercelli. Aperegizio® al Museo Leone

Venerdì 18 giugno 2010, alle 18, l’atmosfera dell’Antico Egitto ha ripreso vita al Museo Camillo Leone attraverso le ricette recuperate dalle fonti greche e dai papiri in un aperitivo unico. La cultura gastronomica costituisce uno strumento fondamentale per comprendere una civiltà e rappresenta un tassello importante per ricostruire stile di vita e costumi di un popolo vissuto millenni prima di noi.  L’idea di base è quella di condividere la cultura attraverso la sua diffusione in un modo piacevole e divertente: il cibo. Si è trattato di un appuntamento enogastronomico, chiamato Aperegizio® e ideato dall’egittologa Sabina Malgora, curatrice della sezione egizia

Venerdì 18 giugno 2010, alle 18, l’atmosfera dell’Antico Egitto ha ripreso vita al Museo Camillo Leone attraverso le ricette recuperate dalle fonti greche e dai papiri in un aperitivo unico. La cultura gastronomica costituisce uno strumento fondamentale per comprendere una civiltà e rappresenta un tassello importante per ricostruire stile di vita e costumi di un popolo vissuto millenni prima di noi. 

L’idea di base è quella di condividere la cultura attraverso la sua diffusione in un modo piacevole e divertente: il cibo. Si è trattato di un appuntamento enogastronomico, chiamato Aperegizio® e ideato dall’egittologa Sabina Malgora, curatrice della sezione egizia del Castello del Buonconsiglio di Trento ma piemontese e legata in passato al Museo Camillo Leone. La collaborazione tra l’egittologa ed Elena Bona della società Antiqva di Vercelli ha indotto a mostrare il progetto al Museo Leone che si è dimostrato entusiasta e lo ha proposto alla città nella sua magnifica cornice.

Così le sapienti mani dello staff del MY CAFE di Casale Monferrato hanno seguito le antiche ricette, cucinando i piatti tipici della cultura egiziana. Ma, sorprendentemente, l’antichità delle ricette è stato sinonimo di attualità perché i piatti preparati sono risultati essenziali, poiché basati sugli ingredienti della dieta mediterranea, e allo stesso tempo sofisticati, per compiacere i palati di faraoni e nobili.

Inoltre, la prelibatezza dei cibi è stata esaltata da una cornice estetica appagante per gli occhi e accompagnata da letture di inni sacri e poesie d’amore dell’Antico Egitto.

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