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Vercelli romana

Vercelli romana

Vercelli romana

La città romana di Vercelli probabilmente si formò su di un insediamento protourbano occupato dalla popolazione gallica dei Libui e fu fondata, secondo Plinio, dai Salii, che erano, invece, di origine ligure. Di tale primo insediamento, che sorgeva su di una piana a controllo dell’area alla confluenza del torrente Cervo con il fiume Sesia, non rimangono tracce, eccetto alcuni ritrovamenti ceramici che ne attestano la frequentazione.

La romanizzazione dell’area incominciò dopo la conquista di Mediolanum nel 220 a.C. e la sottomissione degli Insubri; come gli altri popoli della Gallia Cisalpina, anche queste popolazioni furono costrette all’alleanza con i Romani, ma scarse sono le notizie relative a questa fase.

Le altre tappe decisive furono la concessione dello ius Latii con la lex Rubria, nel 49 a.C. la concessione della cittadinanza e, nel 42 a.C., l’abbandono dello status di provincia con l’assunzione dello statuto di municipium, che fu ascritto alla tribus Aniensis.

Vercelli romana

Urbanistica della Vercelli romana

Sulla struttura della città romana, che ebbe un notevole sviluppo urbanistico con l’inizio dell’età imperiale, abbiamo poche indicazioni a causa della quasi totale obliterazione delle strutture in seguito ai violenti fenomeni alluvionali del Cervo e del Sesia che hanno innalzato il livello del suolo, nonché al reimpiego dei materiali e alla stratificazione urbana.

Mura

Grazie ad un diploma medievale del 26 gennaio 913 di Berengario I, conosciamo l’esistenza di una cinta muraria romana, forse rappresentata anche negli affreschi della chiesa medievale di S. Paolo.

Tuttavia non è possibile, dati i pochi ritrovamenti, la definizione netta del percorso murario e il perimetro urbano è stato approssimativamente circoscritto solo attraverso la limitazione dell’area data dalle necropoli poste lungo le principali arterie stradali che portavano fuori dalla città: la strada verso il Verbanese; quella proveniente da Novaria e Mediolanum e che proseguiva verso Augusta Pretoria; la via per Piacenza.

Un ampliamento della città si ebbe nell’avanzato I sec. a.C. nella periferia occidentale con la costruzione di un insediamento produttivo; sempre nella zona ovest è stata rinvenuta una domus di età augustea che fu precocemente abbandonata già nel II sec. d.C.

Impianto viario

Della maglia stradale regolare romana sono emerse alcune tracce: alcune vie minori, il principale asse stradale est-ovest, corrispondente alle attuali Via Gioberti, Piazza Cavour, Via Balbo, e l’asse viario nord-sud passante per l’odierna Via Verdi.

All’incrocio tra queste due strade, nel settore tra la parte nord-est di Piazza Cavour e Piazza d’Azeglio, è stata identificata l’area del foro. Questa zona ancora in documenti del 1242 era detta forum vercellense.

Edifici pubblici

Nei pressi del foro in Piazza Cavour, nel settore sud-ovest, i reperti, tra cui un’epigrafe, hanno permesso di individuare i bagni pubblici.

Tra gli altri edifici pubblici l’anfiteatro, ancora visibile alla fine del XVI secolo e in gran parte spianato per la costruzione della cittadella seicentesca, era ubicato in una posizione periferica a sud-est del centro urbano.

Meno chiara è la collocazione del teatro: un’ipotesi lo identifica in alcune tracce di strutture affiorante ripetutamente poco più a nord dell’anfiteatro, un’altra lo identifica nella parte nord della città con un edificio, conosciuto in seguito a scavi edilizi effettuati nel 1929, di forma apparentemente ellissoidale con una platea pavimentata, muro perimetrale e ambulacro esterno.

Bibliografia

  • S. Beltrame, S. Gaviglio, Vercelli antica. Carta dei ritrovamenti archeologici di epoca protostorica e romana del territorio comunale, Vercelli 1999.
  • R. Ordano, Sommario della storia di Vercelli, Vercelli 1995.
  • E. Panero, La città romana in piemonte. Realtà e simbologia della forma urbis nella cisalpina occidentale, Cavallermaggiore 2000.

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