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Vertumno

Vertumno

Nome latino: Vertumnus

Vertumno, divinità latina che presiedeva alle trasformazioni (da verto = volgere, cambiare), al cambio delle stagioni ed ai traffici. Si innamorò della dea Pomona e, per avvicinarsi a lei, mutò il proprio aspetto più volte ma senza buoni risultati. Pensò di trasformarsi in anziana e Pomona volle avvicinarlo. Più tardi i due si sposarono.

Diffusione del culto

Adorato presso i popoli italici, Vertumno era un dio di origine etrusca o forse sabina. Le sue feste erano dette Vertumnalia, erano celebrate in concomitanza col cambio della stagione da estiva ad autunnale. Un sacerdote, il flamen Vertumnalis era preposto ai riti. Poiché coniuge di Pomona, e preposto anch’egli alla custodia dei cicli naturali di rinascita dei frutti, il suo culto si intreccia con quello della consorte.

A lui venivano offerte le primizie dei raccolti stagionali. Successivamente gli si attribuirono onori divini nell’ambito del commercio: Orazio parla della sua statua eretta in fondo al vicus Tuscus (da qui la presunta origine etrusca). Marco Fulvio Flacco, dopo aver conquistato la città etrusca di Volsinii (264 a.C.), fece costruire in onore di Vertumno un tempio sull’Aventino, nel quale il 13 agosto veniva offerto un sacrificio.

Iconologia

Le poche rappresentazioni note del dio lo mostrano come un giovane con la barba, coronato da spighe o foglie verdi e recante la cornucopia.

Riferimenti bibliografici

A, Ferrari, Dizionario di mitologia classica

M. Gislon, R. Palazzi, Dizionario di mitologia e dell’antichità classica

F. Lübker, Lessico ragionato dell’antichità classica.

Orazio, Epistole 1.20.1

Ovidio, Metamorfosi XIV, 623 e seg.

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