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Vicarello (Rm). Terme Apollinari

Lungo la Via Clodia si trovavano le Aquae Apollinares Novae nel Vicus Aurelii che fu costruito nel II sec. d. C. sul lato nord del lago di Bracciano. Il lago nasconde un villaggio sommerso dell’Età del Bronzo a 10 metri di profondità. Le terme, invece furono costruite forse già dagli Etruschi.

In zona i Romani vi costruirono un tempio dedicato ad Apollo ed Esculapio e forse, in questo modo, si spiegherebbe il nome di Termae Apollinares ad lacus Sabatinum. Collegata al complesso termale, vi era una grande villa appartenuta all’imperatore Domiziano o a Lucio Iunio Cesennio Peto. Sono anche visibili i resti dell’acquedotto di Traiano.

Inoltre si costruirono anche luoghi di ristoro per la cura dei veterani delle campagne spagnole, germaniche e galliche, viste le virtù terapeutiche delle acque (45-50 gradi) per l’attività del vulcano Sabatino estinto ormai da 40.000 anni il cui cratere è occupato dal lago di Bracciano.

Nel 1977 fu trovato il torso di una statua di Apollo oggi conservato nel Museo di Civitavecchia. Nel 1852 fu trovata invece una stipe votiva che conteneva migliaia di monete greche, etrusche e romane e quattro coppe d’argento, databili al I sec. d. C., con inciso l’itinerario da Gades (Cadice) a Roma con le cento mansiones utile a ricostruire l’antica topografia dei luoghi. Tutto è oggi conservato al Palazzo Massimo di Roma. L’area termale era dotata di un ninfeo con ambienti di svago e di riposo. Sicuramente dovevano esserci anche una palestra e un’area a giardino, ma gli scavi sono ancora lontani dall’essere ripresi.

Il sito fu distrutto prima dai Saraceni e poi dai Longobardi e così condannato all’oblio. Alla fine del XII secolo tutta l’area è di proprietà del monastero di S. Saba. Tutti i beni della zona furono però venduti agli Abati Commendatari da Papa Pio IV per pagare le spese del Concilio di Trento. Successivi proprietari furono poi gli Orsini che non fecero altro che mandare in rovina il sito.

Il sito di Vicarello è una realtà archeologica importantissima ma purtroppo sconosciuta ai più. Non è al momento nemmeno possibile pensare a un progetto di sviluppo perché i terreni non sono stati espropriati e così il grande pubblico di studiosi e appassionati è escluso dal conoscere e dall’apprezzare. Pertanto oggi le terme sono in uno stato di abbandono, con piante ed erbacce che ricoprono soprattutto il piano inferiore. Inoltre la falda acquifera si è abbassata a causa di alcune perforazioni effettuate in zona.

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