Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Tivoli, Villa Adriana: visita ai monumenti

Villa Adriana: visita ai monumenti

I monumenti di Villa Adriana

Pecile

È un vasto quadriportico (235 x110 m) si trova a ovest del Teatro marittimo e della Sala dei Filosofi. Probabilmente è un ippodromo destinato alle corse dei carri. È disposto da ovest a est e la sua parte occidentale è supportata da terrapieni per compensare la pendenza naturale; all’interno delle mura di sostegno si trovano più camere destinate ai locali di servizio. I lati brevi sono curvilinei e al centro c’è un giardino con piscina. L’orientamento permetteva di sfruttare il portico sia come passeggiata estiva (lato nord) sia come passeggiata invernale (lato sud). Il nome dell’intera struttura deriva da ???? ?o?????, il portico variopinto di Atene, ornato con i famosi affreschi dei pittori Polignoto e Paneno, aventi per soggetto alcune battaglie storiche, come quella di Maratona.

Villa Adriana, Pecile
Villa Adriana, Pecile

Cento Camerelle

Per superare il dislivello con la valle sottostante ed ottenere una spianata per raggiungere agevolmente il Pecile, fu edificato un sistema di costruzioni sovrapposte fino a 4 piani collegate agli ambienti soprastanti mediante gallerie sotterranee. Queste stanze erano probabilmente destinate ad abitazioni per gli schiavi a servizio nella Villa

Villa Adriana, le Cento Camerelle
Villa Adriana, le Cento Camerelle

Piccole Terme

Questo complesso termale è a sud-est del Pecile, tra il Vestibolo e lo Stadio e comprende una sala ottagona con pareti convesse e piane, identificabile come apodyterium, una piscina con i lati absidati, il tepidarium, il frigidarium, con due grandi piscine absidate e la natatio. Quasi sicuramente era un complesso termale destinato solamente alle donne. La facciata dell’edificio è rivolta a settentrione, la sala e a copertura cupolare e ha un pavimento riccamente decorato. Quì probabilmente c’era lo spogliatorio o apodyterium, procedendo verso ovest si entra in un’altra sala rotonda con copertura a volta e occhio centrale o tholos per ricevere i raggi solari del pomeriggio: si tratta quindi di un calidarium destinata alla sudatio. Sotto il pavimento c’erano i condotti con l’aria calda prodotta dai praefurnia (bocche di forno). Poco più avanti c’è un locale lungo e concavo sui lati corti (da molti considerato una piscina). A sud si apre un’altra sala il tiepidarium mentre il frigidarium è situato a est e presenta due piscine absidate sui lati corti (sud e nord).

Vestibolo

? un edificio inserito tra le Piccole e le Grandi Terme di cui rimangono poche tracce. Esso và interpretato in parte come ginnasio e in parte come larario, centro del culto imperiale. Il Vestibolo era un edificio di smistamento che regolava l’accesso ai vari quartieri della Villa. Sul suo lato settentrionale c’era una gradinata alla quale arrivava la via d’accesso principale in forma di basolato. Al suo interno c’erano vari cortili porticati circondati da piccoli ambienti. Uscendo sul lato nord si poteva andare verso il Pecile mentre proseguendo veros est si andava verso le Piccole Terme ed il Criptoportico, che a sua volta aveva delle scale che salivano all’Edificio con Peschiera e al Padiglione del Pretorio.Infine uscendo verso ovest ci si dirigeva veso il Canopo. Il Vestibolo è pavimentato in opus sectile con mosaico nei portici. Solo recentemente la parte occidentale, un tempo occultata da un vero o e proprio bosco, è stato ripulita e messa in luce.

Grandi Terme

Vicinissimo alle Piccole Terme e meno originale dal punto di vista architettonico, è il complesso destinato agli uomini. Anche quì possiamo ritrovare tutti gli elementi tipici delle terme romane: lungo il lato ovest corre un corridoio esterno con i forni (praefurnia), nella grande sala circolare si riconosce il bagno turco (sudatio) poichè non presenta impianti idraulici. Verso sud si succedono il tiepidarium, il calidarium e una sala con 3 piscine. A est del tiepidarium si apre una grande sala con volta a crociera decorata a stucchi. Al centro c’è il frigidarium con due piscine (una rettangolare e una semicircolare). Entrambi i complessi termali dovevano essere destinati al personale di servizio (schiavi e soldati)e lo attestano le tessere dei mosaici in bianco e nero, tipici di ambienti destinati a classi inferiori. Nel lato posto a nord-ovest delle Grandi Terme sono stati rinvenuti due piccoli tepidari ed un altrettanto piccolo calidarium. Sia per le Piccole che per le Grandi Terme un sistema di scalette e corridoi sotterranei permettava agli schiavi di raggiungere gli impianti di riscaldamento.

Tivoli, Villa Adriana, terme
Villa Adriana, Grandi Terme

Pretorio

? un grande complesso di tabernae a più piani, forse abitazioni del personale di servizio e magazzini. Un tempo tale edificio era considerato il luogo dove alloggiavano i pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore; oggi questa ipotesi è stata accantonata perché si è compreso che in realtà il monumento è costituito da due parti ben distinte: l’inferiore presenta tre piani sovrapposti da ambienti angusti e non comunicanti tra loro, pavimentati in legno e raggiungibili, come le Cento Camerelle, da ballatoi esterni in legno poggianti su mensole di travertino e collegati da gradini in muratura. Si crede quindi che anche in questo caso ci troviamo di fronte a locali occupati dalla servitù e adibiti a magazzini e, come le Cento Camerelle fanno da sostruzioni al pianoro del Pecile, anche in questo caso tali locali fanno da sostruzioni alla parte superiore del Pretorio. Quest’ultima parte superiore del complesso era riservata alle persone di rango come si evince dalle decorazioni costituite da lesene in laterizio e dalla posizione elevata tale da essere situata alla stessa altezza dell’Edificio con Peschiera e quindi da consentire di accedere direttamente alle zone di palazzo frequentate dall’imperatore.

Villa Adriana, Pretorio
Villa Adriana, Pretorio

Canopo

Il suggestivo complesso, dalla pianta simile a quella dei templi Egiziani, occupa una stretta e lunga depressione naturale (percorsa da un ampio bacino d’acqua che si conclude con un padiglione) che fu regolarizzata e rinforzata con muri, contrafforti e sostruzioni precedute da tabernae. L’edificio è stato interpretato come un richiamo a Canopo, il canale che collegava Alessandria all’omonima città situata sul delta del Nilo, famosa per le grandiose feste notturne che vi venivano fatte. Le misure dello specchio d’acqua, ubicato al centro della valle, sono 119×18 m con il lato nord curvo circondato da un colonnato caratterizzato da un’architrave mistilineo; a est era inquadrato da un doppio colonnato destinato a sostenere una pergola mentre uno singolo correva lungo il lato ad ovest a metà del quale sono situate al posto delle colonne sei statue (4 cariatidi, copie di quelle dell’Eretteo ateniese giunte a noi senza braccia, e 2 Sileni canefori, cioè portatori di canestro, in cui il capitello è sostituito dalla cesta di frutta, riproducenti modelli ellenistici alessandrini).

Quest’ultime sono state sostituite da copie di gesso; gli originali si trovano nel Museo della Villa, ricavato dalle tabernae a due piani delle sostruzioni del versante occidentale. Il breve lato settentrionale curvo è cosituito da un’architettura mistilinea; tra gli spazi degli intercolumni sono ubicate copie delle statue simboleggianti Atena, Ares, Hermes risalenti all’età severa e due amazzoni ferite riproducenti quelle di Fidia e di Policleto fatte per il tempio di Artemide ad Efeso (anche in questo caso le statue sono state sostituite da copie in gesso mentre gli originali sono nel predetto museo). Non si conoscono invece le ubicazioni precise lungo il bordo della piscina di due statue personificazioni del Nilo e del Tevere; elementi caratterizzanti di esse sono una Sfinge e la lupa con i gemelli. C’è poi un’altra statua di ubicazione incerta: un coccodrillo di marmo cipollino atto a riprodurre la variegazione della cute dell’animale nelle cui fauci era ubicato un tubo di piombo da cui scaturiva dell’acqua. Sembra inoltre che un complesso meccanismo idraulico azionava una fontana a cascata, alimentata da una grande cisterna, che inneggiava alla ciclica piena del Nilo apportatrice di vita; sopra la fontana si trovava il busto della dea Iside.

A sud il canale termina con una piscina rettangolare, dietro la quale si apre un’ Esedra a spicchi concavi e piani in alternanza sormontata da una cupola. Al centro dell’Esedra trovi amo un corridoio con copertura a botte sul fondo del quale nasceva una cascatella destinata ad alimentare il canale. Nelle nicchie circolari trovavano posto statue mentre in quelle rettangolari trovavano posto fontane a cascata; il letto per i banchetti era al centro dell’esedra e consisteva in una banchina con il piano arcuato; una grande coenatio quindi che era destinata alle cene estive per la frescura emanata dalla presenza di tanti zampilli e cascatelle. Il ninfeo a esedra è chiamato Serapeo dal tempio di Serapide situato nella città di Canopo. Lo scavo ha restituito una grande quantità di statue, attualmente conservate nell’Antiquarium del Canopo, ricavato nel ‘700 in ambienti antichi e recentemente restaurato e riallestito. L’edificio và identificato come una grande sala estiva per banchetti (cenatio).

Villa Adriana, il Canopo
Villa Adriana, il Canopo

Torre di Roccabruna

Occupa parte della collina che sovrasta a sud-ovest la valle del Canopo; è costruita in mattoni e filari di blocchetti in tufo. Ha la pianta quadrata estrenamente e comprende all’interno una sala ottagona in cui si aprono tre alcove alternate con nicchie semicircolari. Sopra probabilmente esisteva un secondo piano sormontato da una cupola. Si tratta di e una torre isolata, situata in uno dei punti più panoramici.

Accademia

? un piccolo palazzo autonomo che occupa parte della collina sovrastante il Canopo. Oggi ne rimangono pochissimi resti. L’ambiente conservato meglio è il Tempio di Apollo: una grande sala semicircolare con colonne in laterizio e e nicchie semicircolari e rettenogolari. Da questo complesso provengono alcune delle più note opere d’arte scoperte nella Villa: i Centauri in marmo nero, il Satiro in rosso antico, il Mosaico delle Colombe (conservato ai Musei Capitolini)

Stadio

? un grande ninfeo, a forma di stadio, comprendente un giardino porticato al quale si apppoggia un gruppo di 3 ambienti: un edificio con vasche per le piante, un’area centrale libera e una grande fontana ad esedra alimentata da 2 canali che scorrono per tutaa la lunghezza del complesso. La funzione dello Stadio non è ben chiara: l’ipotesi più attendibile è quella che lo ritiene uno spazio ornamentale, con statue e pitture. Si trattava probabilmente di una sorta di “museo”, dove i commensali venivano a conversare dopo il pranzo, ammirando la collezione di opere d’arte esposte.

Edificio con tre esedre

Il cosiddetto “edificio a tre Esedre” è un grande ambiente riccamente decorato da marmi pregiati, forse si trattava di una sala da pranzo, cioè una cenatio, adibita a banchetti ufficiali, utilizzato sopratutto nella sragione estiva. L’ambiente è di forma rettangolare ed è caratterizzato da 3 ampie Esedre (incavi semicircolare, sovrastato da una semicupola) porticate e da fontane. Ha sei colonne lungo i lati maggiori, un’abside sul lato sud e una fontana a nord, comunicante con l’ippodromo. La sala era usata soprattutto durante la stagione estiva e prende il suo nome da tre esedre con portici a semicerchio e fontane.


Villa Adriana, edificio con tre esedre

Palazzo invernale

Attraversando una valle di ulivi in direzione nord-sud si raggiunge il Palazzo invernale, un complesso caratterizzato da due edifici con cortile porticato. I due edifici che compongono il complesso sono posti rispettivamente ad est ed ad ovest di un piccolo ninfeo che comprendeva alcune fontane ed una vasca semicircolare. Il primo edificio è un quadriportico avente una peschiera e 40 colonne scanalate in marmo bianco innalzate su un podio. In quest’ultimo sono aperte tra una colonna e l’altra alcune finestre che illuminano un criptoportico caratterizzato dalla presenza di pitture e firme di visitatori famosi sulle pareti (es Piranesi). Il secondo edificio invece si divide a sua volta in diversi ambienti; al centro, si trova una sala con tre navate separate da due file di colonne, seguono poi alcune esedre poste sui tre lati e caratterizzate da una serie di portici ricchi di decorazioni ed infine un’aula rettangolare in cui tra due piccoli portici è posta una fontana. Da sottolineare nel palazzo invernale la presenza di capitelli con delfini affrontati e pavimenti ad intarsio marmoreo.

La piazza d’oro

La motivazione del nome và ricercata nella ricchezza architettonica e scultorea dell’edificio, spogliato a partire dal XVI secolo. Il complesso è formato dagli ambienti di rappresentanza e viene considerato come il più bell’edificio della Villa: è vario e articolato nella disposizione planimetrica e nella struttura architettonica. Vi si accede tramite un vestibolo dalla pianta ottagonale, in cui si aprono nicchie alternatamente rettangolari e semicircolari.

La copertura è costituita da una cupola a spicchi, sostenuta da archi poggianti su mensole, terminante con un’apertura centrale circolare.. Ai lati del vestibolo ci sono due ambienti quadrati coperti a crociera anche questi con nicchie sia rettangolari che semicircolari. Il vestibolo permetteva di entrare nel grande Peristilio (61 x 51m) circondato da un portico a due navate, con colonne alternate di marmo cipollino (varietà di marmo utilizzata dai Romani. Il nome moderno corrisponde in latino al “marmor carystium“. Veniva estratto dalle cave situate sulla costa sud-occidentale dell’isola di Eubea, tra le attuali città di Styra e Karystos. Si tratta di un marmo con fondo bianco-verdastro, percorso da nervature ondulate di colore verde, tendente al bluastro e percorso da spessi strati di mica) e di granito verde egiziano.

Il muro di fondo del portico è costituito da archetti su lesene, con colonne addossate. La muratura originariamente era rivestita da intonaco. All’esterno del portico, lui lati est e ovest, troviamo 2 criptoportici (dal greco ??????? e dal latino porticus è un corridoio o una via di passaggio coperta). L’area centrale del Peristilio era occupata da una lunga vasca in posizione assiale, ai lati della quale c’erano dei giardini. Sul lato sud si estende un complesso di costruzioni comprendenti un cortile centrale (probabilmente un triclinio estivo) a pianta ottagonale dai lati sinuosi, alternativamente concavi e convessi, ognuno sostenuto da 2 colonne. Sul lato di fondo è presente un grande ninfeo semicircolare, con nicchie rettangolari e semicircolari occupate da fontane; ai lati ci sono piccoli ninfei e cortili.

Sala dei Pilastri Dorici

La Sala dei Pilastri Dorici, o Atrio Dorico, è un’ampia sala rettangolare (32×23 m) che costituisce una vera e propria Basilica, che deve il suo attuale nome alla presenza di un portico a pilastri con basi e capitelli dorici. La parte centrale di questo edificio presentava un secondo piano, in cui si aprivano delle finestre e probabilmente il tutto era coperto con una volta a padiglione.

Villa Adriana, edificio con Pilastri Dorici
Villa Adriana, edificio con Pilastri Dorici

Sala del Trono

All’interno del Palazzo imperiale c’è un grande ambiente con abside, probabilmente destinato alle solenni sedute della Corte imperiale, a cui si accedeva tramite una sala rettangolare con due colonne tra le ante, fiancheggiata da due corridoi su ogni lato.

Caserma dei Vigili

È un piccolo edificio esterno al Palazzo, costituito da due gruppi di tre ambienti ciascuno, con volte a crociera, aperti su un cortile rettangolare, con pavimento in mattoni. Il lato sud è occupato da una grande sala divisa in tre sezioni, ognuna con volta a crociera. L’edificio originariamente presentava anche un secondo piano, pogginate su mensole di travertino e in ogni ambiente si aprivano due strette feritoie. Sulle pareti è possibile notare piccole finestre aperte poste a notevole altezza e sbarrate già all’epoca di Adriano con aste verticali metalliche. Lungo il lato ovest inoltre si addossano una latrina comune ed un piccolo ambiente, forse riservato al custode del magazzino.

Notevole è l’ampia porta carraia d’accesso all’ edificio, le cui dimensioni risultano oggi esagerate da un cattivo lavoro di restauro. Il nome dell’edificio deriva da un’interpretazione, ormai superata, che poneva qui il luogo di residenza dei Vigiles: un distaccamento di militari che svolgevano la funzione di vigili del fuoco. La destinazione era stata proposta in base all’analogia riscontrata tra questo edificio e la Caserma dei Vigili rinvenuta ad Ostia. In realtà la costruzione sembra essere simile, per caratteristiche architettoniche e strutturali, ad un horreum, cioè ad un magazzino. Probabilmente era destinato ad abitazione per la servitù del Palazzo.

L’edificio sorge nel cuore della Villa, ma ha un orientamento differente rispetto ai principali allineamenti del complesso probabilmente perchè la cosidetta Caserma venne edificata inizialmente ai confini del Palazzo e successivamente, con l’espansione di quest’ultimo, ne venne inglobata. La modestia dei valori architettonici della costruzione venne celata dalla parete curva presente nell’aula annessa alla Sala dei Pilastri Dorici.

Villa Repubblicana

Si estende a sud del Cortile delle Biblioteche. Il complesso probabilmente fu costruito su 2 piani:uno nella prima metà del I sec. a. C. e l’altro durante l’età augustea. Andando verso il podio si accede adun criptoportico a quattro bracci (galleria sotterranea) che porta ancora i segni del pavimento a mosaico e delle decorazioni in tessera di marmo a pasta vitrea della volta con fasce laterali a motivi vegetali e animali. Il piano superiore, pur conservando le strutture di età repubblicana, mostra ampi interventi decorativi da parte di Adriano. Ad ovest c’è una sezione della Villa destinata a giardino, mentre alle estremità nord e sud si possono vedere esedre, triclini e peristili. La Villa venne costuita in 3 fasi: la più antica può essere datata alla fine del II secolo a.C, una della prima metà del I secolo a.C e una probabilmente di età augustea.

Terme con heliocaminus

È il più importante complesso termale annesso al Palazzo. Costruite a ridosso dell’area occupata dalla residenza repubblicana e unito ad essa grazie ad un corridoio, sono il più antico complesso termale della villa e devono il loro nome alla sala circolare coperta da volta cassettonata con occhio centrale (“lumen” chiuso da un clipeo bronzeo che azionato da catene aumentava o diminuiva la quantità di vapore acqueo), riscaldata dai raggi del sole e per questo motivo definita Heliocaminus (sala riscaldata dal sole) utilizzata, come ricorda Plinio, per i bagni di sole. In realtà dal momento che la sala aveva sul lato sud – occidentale grandi finestre con vetrate di modesta dimensione fissate tra di loro con colate di piombo all’intelaiatura di ferro o di bronzo della grande apertura, secondo le prescrizioni di Vitruvio si trattava di bagni turchi.

L’esposizione degli edifici termali infatti doveva rispettare questa esposizione per poter sfruttare meglio nelle ore del pomeriggio (preferite dai Romani per frequentare le terme). Le Terme oggi esse sono crollate, ma studi recenti hanno evidenziato la presenza di aperture/bocche di forno nelle pareti e nel pavimento della sala per integrare il riscaldamento del posto e permettere l’immissione di vapore acqueo necessario per fare la sauna; si può parlare quindi di una sudatio. Quest’ultima era un ambiente circolare avente lungo le pareti delle banchine in muratura funzionanti come sedili. Il vapore acqueo in questo caso proveniva dalle bocche di forno ma in altri luoghi come ad Ercolano si otteneva tramite stufe oppure come a Baia sfruttando i vapori presenti nel suolo.

Alle spalle dell’Heliocaminus ci sono il frigidarium rettangolare (con una piscina circondata da un portico con colonne e con una seconda vasca semi-circolare) e ed il calidarium (ambiente fortemente riscaldato, dotato di vasche semicircolari per bagni). Il complesso faceva parte della parte nobile della villa come è dimostrato dalle tracce della pavimentazione e delle pareti in marmo mentre i corridoi e la sala circolare riscaldata avevano la pavimentazione in mosaico non decorato.

Sala dei Filosofi

La Sala dei Filosofi è un grande locale rettangolare con un abside circolare in cui si trovano sette nicchie. La sala è più alta rispetto al livello del Pecile e più in basso rispetto al piano del Teatro Marittimo. Si tratta quindi di un edificio di raccordo. Anche in questo caso le ipotesi sul suo sono contrastanti: c’è chi la ritiene una biblioteca per la presenza di nicchie in cui avrebbero trovato posto i vari Volumina (libri).

Questa ipotesi però secondo alcuni non è credibile perché tali nicchie sono presenti solo sulla parete di fondo senza contare che esse sono poco profonde e quindi poco adatte a contenere tali volumina ma soprattutto troppo alte in quanto sono situate al termine di una zoccolatura alta 3 m. Ad avvolarare quest’ipotesi contribuisce anche l’orientamento dell’edificio che non segue i dettami con cui si costruivano le biblioteche, secondo Vitruvio infatti esse dovrebbero essere orientate a levante per poter aver più luce al mattino per la lettura senza contare che con tale esposizione si scongiurava un altro inconveniente: lo svilupparsi di tarme e di muffe.

Per la grandezza straordinaria della sala absidata, con accesso principale da nord attraverso due colonne in antis, avente sulla parete di fondo sette nicchie probabilmente destinate ad ospitare statue di saggi, molti ritengono che l’edificio fosse utilizzato come sala riunioni per il consiglio; in questo caso forse le sette statue sarebbero state relative ai componenti della famiglia di Adriano. A propendere per tali ipotesi sono da considerare la ricchezza del materiale di rivestimento usato (il porfido), la vicinanza con il Pecile ed il Teatro Marittimo, raggiungibili agevolmente utilizzando i due ingressi diametralmente opposti presenti nella sala, e l’ impressionante analogia con altre sale ufficiali utilizzate per riunioni di consiglio basti pensare all’Auditorium della Domus Flavia.

Teatro marittimo

Nome fantasioso per l’ edificio, tra i più belli della Villa, circolare con porticato ionico. L’ingresso principale era rivolto a nord vicino al giardino delle Biblioteche e unito con la Terrazza inferiore. Come detto prima ha la pianta rotonda preceduto da un pronao rettangolare del quale restano solo le basi delle colonne, da cui si passava all’atrio abbellito su ogni lato da una nicchia rettangolare e tramite un ingresso assiale si giungeva infine al portico circolare, sorretto da colonne ioniche e coperto da volta a botte.

Il colonnato si riflette nelle acque di un canale che circonda un’isola artificiale, originalmente collegata da due strutture girevoli in legno mentre oggi vi è collocato un ponte in muratura attribuibile al periodo tardo-antico. I due ponti girevoli si trovavano vicino ai corridoi d’ingresso, fauces, situati esternamente all’atrio curvilineo poggiante sulle colonne scanalate. È possibile osservare i solchi marmorei delle guide in cui detti ponti lignei trovavano alloggio per lo scorrimento.Il Teatro Marittimo è una residenza in miniatura, teoricamente inaccessibile dall’esterno, destinata al ritiro ed alla riflessione dell’imperatore che amava nuotare nel canale percorrendolo più volte.

L’edificio è esemplare per quanto riguarda le innovazioni tecniche: il continuo alternarsi delle linee rette e curve, la particolare altezza delle colonne e delle trabeazioni, l’effetto giocato dalla luce e dalla rifrazione nel canale dei leggeri elementi architettonici, creano un particolarissimo effetto spaziale e scenografico. La singolarità della struttura, il suo stesso valore concettuale di “isola”, la ricchezza e la cura dei dettagli, hanno fatto immaginare una partecipazione diretta di Adriano al progetto di quest’edificio. Sull’isola il ridotto spazio interno è sfruttato ottimamente, creando una domus dallo schema tipico, con atrio, vestibolo curvilineo,triclinio (sala da pranzo), cubicula (stanze da letto), un peristilio dai lati concavi con una fontana centrale, un tablinio con stanze annnesse, una latrina e addirittura delle piccole terme con apodyterium, frigidarium calidarium

Villa Adriana,Teatro Marittimo
Villa Adriana, Teatro Marittimo

Cortile delle Biblioteche

È la zona più antica del Palazzo, dominata a sud dal Podio della Villa repullicana e a nord da due edifici, considerati un tempo biblioteche, che hanno dato il nome al complesso. Si tratta di un grande peristilio con un ninfeo al centro del lato nord (risalente alla fase repubblicana). Le due Biblioteche in realtà sono due triclini estivi, collegati da un portico trapezoidale e circondati da ambienti più piccoli. A est c’è la “Bilblioteca latina” che è costiuita da due sale precedute da un vestibolo dalla facciata curva: la prima sala è a pianta quadrata e presenta alcove sui 3 lati ed è coperta da una volta a crociera. La sala più interna è absidata e con una volta a botte. Anche la “Biblioteca greca” è composta da 2 sale: la prima con 4 alcove, la più interna con 3, sormontata da un secondo piano. Entrambe le sale sono coperte da una volta a crociera

Villa Adriana, bibliotche
Villa Adriana, bibliotche

Ospitali

Sono due gruppi da 5 stanze (identificabili come cubili per la presenza di letti) destinati a dormitori per i Pretoriani che difendevano l’ingresso del Palazzo. Le stanze hanno il pavimento a mosaico con motivi geometrici e vegetali. A sud ci sono le latrine a un grande ambiente probabilmente utilizzato per il culto imperiale.

Terrazza di Tempe

Da alcuni viene identificata come il Vestibolo principale della Villa. È costituita da un ampio belvedere, con ambienti laterali(forse i posti di guardia per i Pretoriani), che sovrastava una vallata profonda nella quale viene identificata la zona che Adriano chiamava “Valle della Tessaglia”

Tempietto di Venere

Il Tempietto è un edificio di piccole dimensioni, dalla pianta circolare, inserito in una grande esedra semicircolare. Grazie al ritrovamento di una copia dell’Afrodite Cnidia di Prassitele è stato possibile identificare il tipo di edificio: è il tempietto circolare di Cnido, che ospiatava la statua originale

Teatro Greco

Si tratta di un piccolo edificio (m 36 di diametro) utilizzato per gli spettacoli. Oggi possiamo vedere solo parte della cavea e di un ambulacro anulare. In cima alle gradinate, in posizione centrale, sono visibili i resti di un piccolo vano probabilmente destinato al culto.

Mappa di Villa Adriana

Tivoli, Villa Adriana, plastico

Approfondimenti su Villa Adriana

Introduzione a Villa Adriana

Storia di Villa Adriana

Introduzione ai monumenti di Villa Adriana

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*