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Villamaina in Irpinia: scavi archeologici

Gli scavi archeologici di Villamaina

Gli scavi archeologici di Villamaina

Villamaina è una località piccola ma ricca di storiche vestigia che vanno dall’ Epoca Romana al Medioevo (si pensi alla dominazione normanna e longobarda di paesi limitrofi come Gesualdo e Frigento), fino all’ Epoca Moderna.

C’è chi riconduce direttamente la denominazione Villamania a Villa Mania, attribuita dal Console Manio Curio Dentato all’abitato di Formulano. La tesi più accreditata è quella secondo la quale il nome deriva da quella che era l’attività fondamentale di questa terra: la coltivazione del grano.

Due importanti strade romane, la Via Appia e la Via Domizia, collegavano l’antico insediamento della zona con Roma, Brindisi e Napoli. E’ molto probabile che l’antica cittadella romana sorgesse dove, ancora oggi, si estende la Contrada denominata Formulano, intorno all’omonima fontana. Lo storico ottocentesco Paolino Macchia parlò di cospicui ritrovamenti archeologici in una campagna di scavi condotta nel 1838, nella quale vennero alla luce statuette votive, anfore, corniole ecc.

E’ probabile che nei pressi della fontana, nella zona a ridosso del fiume Fredane, fosse ubicata una fabbrica di oggetti in terracotta, in considerazione del buon numero di oggetti marchiati con i bolli laterizi Ploti Vitelliaee Lucius Hud, rinvenuti in questa contrada.

Dunque, l’antica Formulano costituì il primo nucleo abitativo del paese. Le testimonianze del dominio romano sono tante e significative: epigrafi, coperture tombali, fossili toponomastici, svariati reperti archeologici (diligentemente custoditi nel locale Museo Civico).

I beni archeologici ed artistici comprendono frammenti di Epoca Preistorica, preziosi elementi di Età Sannitica, importanti testimonianze del Periodo Romano fino a materiali d’Età Moderna. Il territorio di Villamaina annovera insediamenti abitativi a partire dalla più antica Preistoria.

Importanza storica e culturale degli scavi di Villamaina

Il rinvenimento preistorico di Villamaina risulta uno dei più antichi dell’Irpinia: infatti, se in parte risale fino al Neolitico ed all’età del Bronzo Medio (XVII-XIII sec.a.C.), per un’altra giunge fino al più recente periodo del Paleolitico Inferiore (50.000 anni fa).

I reperti preistorici (raschiatoi, punte di frecce, manufatti di selce, ceramiche del Neolitico) sono stati rinvenuti in una zona circostante le attuali Terme di S. Teodoro, in un territorio che beneficia degli estesi boschi che lo circondano, ricchi di selvaggina, e del basso corso del fiume Fredane.

Un altro insediamento di epoca posteriore, ma sempre accanto ad una sorgente non termale, è stato rinvenuto in un versante opposto a quello delle Terme, rispetto all’abitato attuale. In contrada Formulano, a sud-est del paese, nel 1836 furono trovate diverse statuette di argilla cotta, simili a quelle rinvenute presso Ansanto, pezzi di teste di grandezza naturale, busti infranti, vasi lacrimali, avanzi di coppe, ruderi che fanno pensare ad una villa rustica ed una lapide epigrafica con la scritta:

TROLLIAE PAMPHIAE VOTO PAVIMEN

(questo pavimento (è stato fatto) per voto di Trollia Pamfia)

Il versante di Formulano è stato così ricco di rinvenimenti archeologici da fare ipotizzare che qui ci fosse stato, in passato, un paese – l’antica Villamaina.

Santuario della dea Mefite a Villamaina

Il luogo di culto più importante della civiltà sannitica, il santuario della dea Mefite, sicuramente coinvolgeva l’intero territorio: il fragosus torrens che segna i confini attuali tra Villamaina e Rocca S.Felice. In località Cisterne la Soprintendenza competente, nei primi anni ’80, ha individuato una Villa rustica di Età Repubblicana con opere di notevole importanza, tra cui i resti del frantoio oleario.

I reperti rinvenuti in Località Formulano ed in Località Cisterne sono custoditi nel locale Museo Civico Paolino Macchia e nel Museo Archeologico di Avellino.

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