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Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana

Parco archeologico di Xanten

Il parco archeologico di Xanten è situato nella omonima cittadina, sul Basso Reno. Si tratta dei resti della Colonia Ulpia Traiana, costruita dall’imperatore Traiano nel 100 d.C. sopra un precedente abitato romano del 12/13 a.C.

L’area fu frequentata fino al IV secolo, successivamente venne abbandonata per poi essere sfruttata come zona industriale dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Al di fuori dalle mura dall’antica città si sviluppò un insediamento medievale costituito per la maggior parte da artigiani e commercianti. La vicina colonia romana fu quasi del tutto depredata delle sue pietre per la costruzione dell’abitato medievale, lasciandola in rovina.

Come nasce il parco archeologico di Xanten

Negli anni Settanta l’area su cui sorgeva la colonia fu vincolata e dichiarata Zona Monumentale, dopo questo importante riconoscimento le fabbriche vennero trasferite altrove e furono eliminate le costruzioni più recenti. Sempre negli stessi anni si decise di fare di Xanten e di tutta la zona circostante un parco archeologico, fortemente incentrato sulla didattica.

Per rendere più facilmente fruibile il parco e per rendere maggiormente l’idea dell’aspetto originario della colonia, si decise di restituire al pubblico alcuni edifici antichi ricostruendoli ricostruire in scala 1:1.Questa scelta viene giustificata con il fatto che spesso i risultati scientifici delle ricerche e degli scavinon arrivano al grande pubblico,anche se quest’ultimo è tenuto ad essere informato delle ricerche, perche finanzia gli scavi con le proprie tasse.

Xanten è uno dei parchi archeologici più visitati, la maggior parte dei visitatori proviene da una zona che dista all’incirca 100 km, ma anche da Colonia e dai Paesi Bassi.

Gli archeologici che lavorano nel parco e nel museo hanno come primo scopo quello di crearenel pubblico una coscienza che lo renda sensibile ai problemi metodologici dell’archeologia e ai limiti di questa scienza.

Ricostruzioni degli edifici romani

Come ho già accennato, alcune strutture sono state ricostruite, ma non per tutte sono state fatte le medesime scelte nella ricostruzione: alcune di esse sono riproposte solo in modo parziale, altre interamente fino alla fedele restituzione della decorazione degli ambienti. Di seguito descriverò le strategie d’intervento impiegate per la realizzazione di alcuni edifici.

Tutte le ricostruzioni sono state eseguite in scala 1:1, rifacendosi ai metodi di costruzione usati in antico ed utilizzando le pietre provenienti dalle stesse cave impiegate in epoca romana.

La ricostruzione parziale permette al pubblico di vedere e capire meglio i metodi, la tecnica di costruzione, i materiali impiegati e si avvicina di più alla realtà, in quanto lascia comunque in vista una parte dell’architettura originaria.

Un esempio di un edificio ricostruito parzialmente è il tempio portuense: delle fondamenta di questa struttura è rimasto in situ il piano in opus caementicium. Sulla cui superficie si possono riconoscere le impronte lasciate dai blocchi quadrati impiegati come sostegno del podio, dei muri e del colonnato del tempio.Ciò ha permesso agli studiosi di interpretare la pianta del tempio. Inoltre alcuni frammenti di architettura e di fregi hanno permesso la ricostruzione dell’alzato.

Il tempio moderno è stato costruito sopra i resti di quello originale, mentre quest’ultimo è stato collocato in un vano di cemento al fine di preservarlo.

La costruzione moderna è stata realizzata rispettando le medesime misure del podio antico, questa soluzione da un lato permette la conservazione e la visibilità, e dall’altro di poter ricostruire il tempio nelle sue antiche proporzioni.

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana
Ricostruzione parziale del Tempio portuense

Anche l’anfiteatro, collocato nella zona sud-est della città, presenta ancora i resti delle fondamenta originali ed è stato ricostruito solo in parte per permettere al pubblico di capire la tecnica edilizia.

Infine sono state ricostruite allo stesso modo una sezione della cinta muraria, alcune torri e la porta Nord della città.(1)

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana
Interno dell’anfiteatro

Una soluzione diversa è stata trovata per la riedificazione dell’ostello romano che fu del tutto ricostruito.

L’albergo romano, che si trova vicino al porto, era una sorta di ostello che offriva ospitalità ai forestieri, ai viandanti e ai commercianti che si dirigevano a Xanten. Questa struttura presenta alcune camere da letto e una cucina completamente ricostruite, per rendere più facile al fruitore l’interpretazione del sito.

In questo edificio è stato realizzato anche il punto informazioni del parco,una galleria tattile dedicata ai non vedenti e ed infine una sezione riservata alla gastronomia.

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana
Ricostruzione dell’ostello romano, veduta esterna

Attaccato all’albergo si trovano delle piccole terme, anch’esse ricostruito in modo totale e funzionanti. Nel corso del tempo questo edificio ha subito diverse modiche, ma nell’attuale restituzione al pubblico è stata scelta la fase edilizia collocabile tra il 135-175 d.C., rispettando l’antico prototipo nell’impiego del materiale della tecnica edilizia.

Per rendere possibile il funzionamento delle terme sono state ricostruitele tubature sotto la pavimentazione e la caldaia in rame alla quale è collegato un pozzo la cui acqua probabilmente proveniva dal Reno.

All’interno degli ambienti sono stati riprodotti i movimenti dell’acqua, le volte ricreano il suono caratteristico delle acque delle terme, inoltre il forno è stato reso molto sporco con l’odore della legna.

Tale ricostruzione crea nel pubblicosensazioni visive, uditive ed olfattive fino a farlo sentire nell’antica Roma.Quest’illusione viene rafforzataancora di più con il riscaldamento ad alte temperature, con il vapore acqueo emanato dal caldarium e la fragranza del legno di faggio che arde nei forni. (2)

Diversa è invece la ricostruzione adottata per le terme comunali, i cui resti sono stati conservati senza interventi ricostruttivi invasivi, infatti sono state inserite in una struttura di protezione realizzata in vetro e acciaio. L’edificio è costituito da travi d’acciaio rosse che sono posizionate nei punti in cui in origine erano collocate non solo le colonne, ma anche muri ed archi, il tutto per rendere l’idea di come fosse realmente l’ambiente in origine.

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana
Veduta esterna del museo e delle grandi terme

Xanten: parco archeologico della Colonia Ulpia Traiana
Interno delle grandi terme

Servizi del parco

Il parco archeologico di Xanten è formato dalle ricostruzioni dei monumenti antichi delle case romane, del tempio del porto, dell’ostello romano, dell’anfiteatro e della cinta muraria; mentre sono distaccati dal parco il museo romano e le grandi terme.

Il parco archeologico di Xanten è munito di un sito internet ufficiale, molto articolato sul quale è possibile reperire informazioni di vario genere: vi è quindi una sezione dedicata alle informazioni di base; un’altra dedicata proprio al parco archeologico con la descrizione dei vari ambienti ricostruiti; un’altra alla storia antica della Colonia; un’altra che descrive il museo nella struttura e ne indica le mostre attive e un’ultima dedicata alla fruizione del sito archeologico. (3)

Il parco offre molti servizi ai visitatori, ed è probabilmente per questo motivo che è uno dei più frequentati.

Sono stati creati diversi percorsi di visita dedicati a varie categorie: famiglia; scuola; persone con disabilità; personale aziendale; anziani e studenti.

All’interno del parco sono stati creati spazi ricreativi ed aree di ristoro: all’interno dell’albergo romano si possono gustare ricette della cucina romana antica; inoltre sempre nel parco sono presenti una zona attrezzata per fare il barbecue e un’altra per organizzare pic-nic.

Il parco è organizzato per ospitare anche persone con problemi motori, tramite il noleggio di sedie a rotelle. I percorsi di visita sono stati realizzati in pietrisco e sabbia per rendere più agevole il passaggio delle sedie a rotelle e sono state costruite diverse rampe mobili.

Il sito è attrezzato anche per le persone non vedenti e ipovedenti: per essi è stata creata una galleria tattile,dove sono stati riproposti modellini da toccare e che restituiscono all’utente la percezione delle strutture.Inoltre è stata realizzata una guida acustica che fornisce informazioni sul parco durante la visita. Infine sono stati ideati servizi anche per persone con disabilità intellettiva.

Per i bambini e i ragazzi più giovani sono state attuate una serie di iniziative di animazione a pagamento,per permettere ai ragazzi di immedesimarsi nella cultura romana. Tali animazioni prevedono ad esempio giochi da tavolo tipici romani; creazione di fibule; prove di costume di un soldato romanoo iscrizioni su ottone lucido.

Sono previste visite guidate con vari percorsi: la degli visita degli scavi archeologici; quelle notturne; quelle al museo ed infine
quelle delle grandi terme.

Il museo romano si trova vicino alle grandi terme ed è stato costruito su resti antichi, è in vetro e acciaio e consente di vedere le antiche vestigia nelle fondamenta.

Il museo espone reperti originali e riproduzioni in una mostra che va dalla fondazione della Colonia fino al IV secolo d.C.

In conclusione si può affermare che il parco archeologico di Xanten è un’area fortemente musealizzata, attenta alle esigenze e alle richieste del pubblico; è un luogo d’incontro, di cultura, ma anche di svago.

Bibliografia

  • A. Rieche, Il Parco archeologico di Xanten, B. Amendolea, R. Cazzella, L. Indrio (a cura di), in “I siti archeologici un problema di musealizzazione all’aperto”, primo seminario di studi, Roma, Febbraio 1988, pp. 236-240.
  • A. Rieche, Le terme urbane e le terme dell’albergo nel Parco Archeologico di Xanten (Colonia Ulpia Traiana): due concetti di musealizzazione, B. Amendola (a cura di) in “I siti archeologici un problema di musealizzazione all’aperto”, secondo seminario di studi, Roma, gennaio 1994, pp. 370-379.

Note

Referenze fotografiche

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