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Xian. Esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi

Esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi

L’esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi

Una scoperta unica, pari al ritrovamento che l’archeologo Howard Carter fece nel 1922 della Tomba del faraone Tutankhamon nella Valle dei Re, fu quella effettuata nel 1974 da alcuni contadini in Cina, nella regione di Xi’an, nel comune di Yanzhai. Sto parlando del più grande esercito intero mai ritrovato nella storia dell’archeologia, ovvero l’esercito in terracotta del primo grande imperatore della Cina Qin Shi Huangdi. (1)

Tale esercito era a difesa della tomba dell’imperatore, la quale si trovava poco più ad ovest delle fosse ed è oggi riconoscibile in una bassa collina.

Cenni storici sull’imperatore Shi Huangdi

Qin Shi Huangdi fu imperatore della dinastia Qin, la quale regnò sulla Cina dal III sec. a.C. al primo decennio del XX sec. Il territorio su cui si estendeva il potere di questa dinastia era molto vasto, infatti andava dal Mar Giallo, passando per il Tibet, fino al deserto dei Gobi.

Shi Huangdi fu un governante molto attento, infatti introdusse all’interno del Paese numerose riforme che cambiarono l’aspetto della Cina. Prima di tutto abolì il feudalesimo, togliendo ai signori le loro terre e attuando un forte controllo su questi, relegandoli a vivere nella Capitale.

Inoltre concesse più diritti ai contadini sulle terre che lavoravano, ma furono inasprite le tasse.

Successivamente creò uno stato centralizzato: divise il territorio in 36 presidi militari sorvegliati da ispettori, questi presidi erano poi divisi in distretti nei quali dei funzionari si occupavano degli aspetti amministrativi e militari, all’interno di ogni distretto vi erano diversi borghi, quest’ultimi infine erano articolati in villaggi.

Egli modificò anche il sistema legislativo: sotto il suo regno le leggi divennero più severe e furono stabilite delle dure punizioni per i trasgressori. La massima pena, per i reati più gravi era, la decapitazione, mentre per quelli meno gravi erano previsti mutilazioni o lavori forzati.

Nel 213 a.C. impose di bruciare tutte le opere del passato ad eccezione dei trattati di carattere scientifico, ma ne conservò delle copie nella biblioteca imperiale.

Poiché il suo regime era troppo severo, la popolazione fu talmente esasperata, da tentare di assassinare l’Imperatore ben tre volte, perciò quest’ultimo mandò alcune persone di fiducia a cercare l’Elisir che donava vita eterna nel mar d’Oriente nell’Isola degli Immortali, con lo scopo di sfuggire ai nemici e di vivere per sempre.

Ma egli non era riuscito ad ottenere l’immortalità e nel 210 a.C. morì a causa di una malattia di ritorno da un viaggio dalle province Orientali. (2)

Questo Imperatore non è ricordato solo per le sua ferocia, ma anche per le numerose leggi ed opere che ancora oggi rendono la Cina un bellissimo paese.

Egli infatti Intraprese molte opere civiche che reso la vita di queste popolazioni più facili e moderne. Ad esempio fece costruire una rete di strade di circa 6800 km, in grado di collegare vaste e lontane regioni dell’impero e fece scavare il Canale Ling che univa i fiumi Xian e Li, rendendo più facile il trasporto dei prodotti mercantili e l’irrigazione delle terre.

Sotto il suo regno l’Imperatore riuscì ad unificare e controllare un vasto territorio; il paese conobbe un forte sviluppo demografico ed una importante crescita economica.

Infatti egli oltre a togliere potere ai nobili terrieri, rendere più ferrei i controlli sulle terre, a inasprire le tasse e a creare severe leggi, promosse anche l’artigianato, il commercio, le attività intellettuali ed artistiche.

Ma questo imperatore è ricordato soprattutto per le opere architettoniche monumentali che fece realizzare, segno del suo potere e della voglia di essere ricordato dai posteri. Sono due le opere magnifiche che ancora oggi stupiscono per la loro bellezza e grandezza: Il Mausoleo con il suo l’esercito di terracotta e la Grande Muraglia.

Gli scavi sistematici

Dagli archeologi vennero condotti dei sondaggi preliminare per accertarsi della reale esistenza e natura di tale ritrovamento e per capirne l’estensione sul territorio interessato.

Dopo le prime indagini, nel 1975 furono eseguiti gli scavi sistematici che videro la cooperazione di archeologi e restauratori.

Inizialmente fu scavata solo la Fossa n. 1, la prima ad essere stata ritrovata, successivamente vennero effettuati altri scavi a più riprese, che portarono alla scoperta negli anni 1976-1977 delle fosse n. 2 e n. 3 ed infine nel 1995 fu rinvenuta la fossa n. 4 che, però a differenza delle altre, era vuota.

La fossa n. 1

La prima fossa indagata è la più vasta tra le 4 rinvenute, infatti la sua lunghezza si aggira attorno ai 200 m. e la larghezza è di 60 m. Essa ha una organizzazione ben precisa ed articolata: è costituita da 10 corridoi gli uni disposti parallelamente accanto agli altri e da 10 rampe che collegano la fossa con l’esterno. (3)

Il pavimento è costituito da una lastricatura di mattoni, il soffitto (crollato anticamente) era sorretto da pilasti in legno rivestiti con tessuti a loro volta ricoperti di argilla, per evitare che le infiltrazioni dell’acqua potessero creare instabilità alla struttura.

Si poteva accedere alla fossa tramite degli ingressi, che in questo caso erano cinque, due dei quali (quello est e quello ovest) erano più grandi e probabilmente erano stati utilizzati per inserire le statue nell’ambiente; le porte vennero poi bloccate con pali in legno e terra.

Nella fossa si trovavano 40 file di soldati: fanteria leggera; fanteria pesante; retroguardia e veterani. Inoltre furono rinvenuti anche 32 cavalli e 8 carri da guerra.

Xian. Esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi
Pianta della fossa n. 1 

La fossa n. 2

La seconda fossa dista 20 m. dalla fossa n. 1 ed presenta una pianta ad L; sui lati est ed ovest sono stati disposti 3 ingressi, mentre uno se ne trova a nord. (4)

All’estremità orientale si trovano 6 corridoi nei quali furono collocati arcieri e balestrieri inginocchiati e in piedi, rispettivamente occupati nell’atto di caricare le frecce e nell’atto del lanciarle.

Dietro questo gruppo la restante parte della fossa si articola in 14 corridoi paralleli: cavalieri e carri si trovano nei tre corridoi disposti più a nord; cavalieri, carri da guerra e soldati della fanteria vanno a riempire i tre corridoi consecutivi; mentre diversi carri si trovano nei restanti corridoi.

Dagli studi effettuati sulle statue e sulle loro armature è stato dedotto che questa fossa contenesse la cavalleria personale dell’Imperatore, che doveva essere formata da 116 cavalli da sella con i propri cavalieri e palafrenieri, 500 cavalli da tiro e 89 carri.

Xian. Esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi
Pianta della fossa n. 2 

Fossa n. 3

La fossa n. 3 dista a nord-ovest dalla prima fossa all’incirca 25 m., è molto ampia (520 km2) e diversa rispetto alle altre, infatti è costituita da 3 ambienti e presenta una sola entrata a cui segue una rampa di 10 m. (5)

Il primo ambiente, situato a sud, presenta una conformazione ad F, al suo interno sono stati rinvenuti 42 guerrieri non in assetto da battaglia, probabilmente era uno spazio riservato a riunioni; invece nella sala centrale, la più piccola, che si apriva verso la rampa di accesso, fu ritrovato un carro da guerra munito di baldacchino con 4 cavalli, guidato da un auriga e accompagnato da due soldati e un ufficiale; nell’ultima sala, che presentava una pianta a T, furono portati alla luce 22 soldati ed ossa di animali, tra cui quelli di cervo. Da questi ultimi ritrovamenti si è dedotto che probabilmente questa sala fosse dedicata a particolari riti che potevano essere effettuati prima di intraprendere la guerra.

Xian. Esercito di terracotta dell’imperatore Shi Huangdi
Pianta della fossa n. 3

Fossa n. 4

L’ultima fossa si trova tra la n. 1 e la n. 2, di pianta rettangolare, 48×96 m., questa diversamente dalle altre è vuota. (6)

Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare tale stato, la più credibile è quella che ipotizza che i lavori nella quarta fossa siano stati abbandonati dopo la morte dell’Imperatore (210 a. C.) quando l’impero andò in contro a guerre disordini per la successione al trono.

Non possiamo sapere con certezza cosa fosse destinata a contenere la quarta fossa, probabilmente poiché al sua conformazione è simile alla fossa n. 1, poteva ospitare anch’essa la fanteria, ancora carri e armi per la guerra o un corpo di soldati esclusivamente riservato all’Imperatore.

Note

  • 1 R. Rossi, 2007, p. 9.
  • 2 M. Scarpari, 2004, p. 238.
  • 3 R. Rossi, 2007, p. 25.
  • 4 R. Rossi, 2007, p. 36.
  • 5 R. Rossi, 2007, pp. 48-50.
  • 6 R. Rossi, 2007, p. 52.

Bibliografia

  • Man John, L’ esercito di terracotta. Il primo imperatore cinese e la nascita di una nazione, 2009, Verona.
  • Renzo Rossi, L’esercito di terracotta, 2007, Verona.
  • Maurizio Scarpari, Antica Cina. Le grandi civiltà del passato, 2004, Milano.

Referenze fotografiche

  • Foto n. 1 da http://www.inarsind.org/blog/2010/10/26/il-viaggio-in-cina-di-inarsind-vacanza-cultura-amicizia-e-professione/attachment/6/
  • Foto n. 2, R. Rossi, 2007, p. 29
  • Foto n. 3, R. Rossi, 2007, p. 45
  • Foto n. 4, R. Rossi, 2007, p. 48

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