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Xian. Statue dell’esercito di terracotta

Xian. Statue dell’esercito di terracotta

Le statue dell’esercito di terracotta di Xian

Le tre fosse contengono la fanteria, la cavalleria e il quartier generale dell’imperatore Qin Shi Huangdi, che regnò in Cina dal 259 al 210 a.C.

Alcuni sono stati ritrovati interi, altri acefali o senza braccia e gambe o completamente distrutti; comunque ci hanno permesso di avere un’idea più chiara di come fosse realmente organizzato un esercito cinese nel III a.C.

Tali sculture sono state realizzate da maestri artigiani, aiutati dai loro allievi, infatti alcuni di essi hanno firmato le statue e si sono così potuti individuare ben 85 nomi di artisti.

Xian. Statue dell’esercito di terracotta
Statua raffigurante un arciere

I soldati di terracorra

Le statue dei soldati sono state realizzate in argilla: il corpo in blocco unico, mentre la testa, le braccia, le gambe e le mani sono state realizzate a parte ed applicate al busto in un secondo momento tramite strisce di argilla; il torso del corpo è vuoto, mentre le gambe sono piene.

La posizione di quest’ultime è spesso identica a parte nei guerrieri inginocchiati, perciò troviamo il più delle volte gambe tese e leggermente divaricate che poggiano su un basamento. Le braccia e le mani sono state modellate a seconda dei movimenti che dovevano compiere e delle armi che dovevano reggere.

Queste statue non erano come le vediamo oggi, infatti in origine erano colorate, ciò si è potuto dedurre dalle trecce di colore ancora conservate su alcune di esse.

Semplici erano gli occhi color nero delle pupille e bianco dell’iride, nero ripreso dalle sopracciglia e dai capelli. Le armature invece erano colorate con toni accesi come il verde delle tuniche o il turchese dei pantaloni. Le vesti sono inoltre molto articolate e come i copricapo e le armi, realizzate e indossate in base al ruolo e al grado dei soldati. Inoltre esistono dei particolari elementi che permettono di riconoscere i vari ruoli. Si passa da abbigliamenti semplici come quelli degli arcieri, a vesti più articolate come quelle dei generali.

Ad esempio i generali si presentano con dei nastri disposti sul petto, sul dorso e sulla spalla. Inoltre indossano un particolare copricapo che è ben fissato sulla testa grazie ad un nastro che viene legato sotto il mento. Articolato è il loro vestiario: indossano una doppia veste, sopra alla quale viene infilata una corazza a piastrine; i pantaloni sono lunghi e un po’ larghi sulla gamba che vanno a stringersi alle caviglie; le scarpe sono quadrate con le punte orientate verso l’alto ed infine sono muniti di una spada a doppio taglio, che portano lungo il fianco del corpo, all’interno di un fodero.

Mentre più semplice è l’abbigliamento degli arcieri e dei balestrieri: essi indossano vesti leggere e alcuni di essi sono privi di corazza per muoversi più facilmente ed essere più agili durante la battaglia.

L’abbigliamento segue fedelmente la moda del tempo, il modo in cui vestivano i soldati nel III sec. a.C. in Cina, ed anche i particolari delle vesti sono curati con precisione.

xian
Statua rappresentante un ufficiale

Ogni soldato è diverso dall’altro, ognuno ha un proprio volto, proprio come fossero persone reali; sono curati nei minimi particolari, per farli sembrare reali. Si hanno perciò soldati con i baffi, il pizzetto e la barba con la fronte aggrottata quasi ad esprimere rabbia; altri invece con volto più rilassato con fronte distesa e sopracciglia allungate; altri privi di barba, ma con baffi e pizzetto; altri ancora solo con baffi modellati intorno alle labbra, alcuni sono rivolti verso il basso, altri sono allungati verso l’esterno ed altri ancora hanno le punte rivolte verso l’alto, quasi a formare dei riccioli.

Naturalmente gli occhi sono orientali, quindi allungati, ma in alcune di esse, la loro lunghezza è accentuata da una linea di eyeliner all’ estremità degli occhi, si vuole così dare ai volti una certa intensità dello sguardo e allo stesso modo e per le stesse intenzioni in alcuni le sopracciglia sono più fine, in altri più spesse.

Si pone molta attenzione anche nella realizzazione delle acconciature con particolari crocchie, trecce, ed è da notare il tentativo di riprodurre ogni singolo capello.

Xian. Statue dell’esercito di terracotta
Volto di un soldato

Queste statue se non ritraggono determinate persone realmente vissute, comunque nell’intenzione di coloro che le hanno create vi era proprio la volontà di far sembrare che fossero reali. Infatti non si pone attenzione solo nella realizzazione dei volti, delle acconciature e delle vesti, ma anche nella creazione dei corpi, alcuni dei quali appaiono più longilinei, altri invece più in carne.

Ciò che però si allontana dalla realtà sono l’altezza e il peso dei guerrieri, infatti in piedi misurano 2 m., in ginocchio 1,20 m. e pesano all’incirca 150 kg. Si pensa che questa scelta sia stata fatta per esprimere il potere e la grandezza dell’esercito dell’Imperatore.

Dagli studi effettuati dagli archeologi sull’esercito, si è dedotto che esso rispecchiasse, per la sua disposizione all’interno delle fosse, la tattica militare impiegata all’inizio l’impero della dinastia Qin.

Secondo tale strategia militare nella fossa n. 1 si ha un grande esercito con la fanteria pronta per la battaglia; nella fossa n. 2 si trova la cavalleria che sarebbe intervenuta dopo il primo battaglione ed infine nella fossa n. 3 si ha il quartier generale con soldati non allineati.

I cavalli di terracotta

Come le statue dei soldati anche quelle dei cavalli erano state realizzate con grande cura ed anche per queste era stata fatta molta attenzione nella loro realizzazione. I corpi si presentano cavi, mentre le gambe sono piene.

Anche essi in origine erano abbigliati e colorati, infatti avevano un mantello scuro. Il morso e le briglie erano stati realizzati in rame, i denti e gli zoccoli delle zampe color bianco, rossi erano le zone interne del muso, delle orecchie e delle narici del naso.

La posa dei cavalli è quella dell’attacco, lo si percepisce dalla testa rivolta verso l’alto, dalle orecchie appuntite portate in avanti e dalle narici allargate. Come per gli uomini nelle acconciature, grande cura è stata riposta anche nella realizzazione delle criniere e delle code, ad esempio quest’ultime sono state sistemate in lunghe trecce.

Xian. Statue dell’esercito di terracotta
Statua di un cavallo

Armi e carri da guerra

I carri, delle quadrighe, sono in legno dipinto di nero. Ogni carro è trainato da 4 cavalli, guidati da un auriga, accompagnata da due soldati.

Sono carri molto semplici, fatta eccezione di quelli dei comandanti che hanno un parasole.

Le armi dei soldati di terracotta, sono quelle tipiche da guerra e sono reali: spade in grado di tagliare la gola ad al nemico; frecce che con la giusta mira possono anche uccidere o lance che nello scontro ravvicinato possono trafiggere il cuore dell’avversario.

Anche se molte armi furono saccheggiate dai successori al trono, appartenenti alla dinastia Han, quelle rimaste ci danno una chiara idea del tipo di armi utilizzate nel III sec. a.C.

Bibliografia

  • Man John, L’ esercito di terracotta. Il primo imperatore cinese e la nascita di una nazione, 2009, Verona.
  • Renzo Rossi, L’esercito di terracotta, 2007, Verona.
  • Maurizio Scarpari, Antica Cina. Le grandi civiltà del passato, 2004, Milano.

Referenze fotografiche

  • Foto n. 1, R. Rossi, 2007, p. 36.
  • Foto n. 2, R. Rossi, 2007, p. 20.
  • Foto n. 3, R. Rossi, 2007, p. 13.
  • Foto n. 4 da http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Immagine/index.html_646085018.html

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