Alba Fucens

Alba Fucens è una località in Abruzzo, vicino Avezzano, in provincia di L’Aquila. Venne fondata nel 303 a. C. come colonia latina insieme a Carsioli. A quel tempo il territorio era occupato dagli Equi che vennero sterminati in quell’anno dal console P. Sempronio Sofo. La costruzione originaria della città al risale al terzo secolo a.C. Tutte le notizie che abbiamo sulla sua struttura le dobbiamo ad una spedizione archeologica a cura di un equipe proveniente dal Belgio.

Alba Fucens

Questa città occupa la parte superiore della collina di Albe dove si trovano i santuari del Pettorino e di S. Pietro. Qui sorgeva l’Acropoli e successivamente il villaggio che venne distrutto nel terremoto del 1915. La nascita della città va fatta risalire al IV secolo a. C.

Le mura e l’impianto del foro risalgono alla fase originaria; durante il I secolo a. C. vennero costruiti il macellum, il teatro, la basilica e il santuario di Ercole. L’anfiteatro invece venne costruito in età Giulio Claudia. Le mura, in gran parte ancora oggi conservate, si estendono per circa 3 km, seguono la forma del colle e si sono per la maggior parte ottimamente conservate . La porta d’ingresso della città è chiamata Fellonica; la città conosce però altri due accessi: Porta massima e Porta di massa (rispettivamente uno a Occidente e uno ad Oriente). Ognuna di esse era rafforzata e protetta da una torre.

La via centrale è quella del Miliario. Altre vie importanti sono via dei Pilastri e via di Porta Fellonica. La via che passa tra la basilica e il Foro è detta via dell’Elefante, vicino ad essa troviamo Via di Porta Massima che dal foro conduce alla porta con lo stesso nome.

Sono queste due strade a racchiudere in lunghezza il Foro di cui è stata esplorata la piazza tramite alcuni scavi. Qui troviamo un portico con tre linee di colonne che porta alla Basilica utilizzata come macellum. Prima di questa costruzione c’era un comitium che purtroppo oggi non è visibile. Sempre in questa parte della città collegato alla basilica troviamo un monumento di forma quadrata circondato da quattro tabernae su ciascun lato tranne quello settentrionale che è occupato dalla basilica stessa.

A ovest si trova un piccolo tempio e una tabernae. (Un complesso molto simile a quello appena descritto si trova anche a Via dei Pilastri). Più a sud vennero costruite le terme che subirono con il tempo numerose trasformazioni, quindi non è facile riconoscerle nella conformazione attuale; una delle trasformazioni che hanno subito pare sia dovuta all’intervento di un ava dell’imperatore che reggeva il potere nel III secolo d. C..

Tutto lo spazio più a sud delle terme è invece occupato dal santuario di Ercole: la sua struttura comprende un basamento rettangolare, circondata da un portico, su cui sorge un sacello con pavimento composto da essere nere e bianche a mosaico di età repubblicana. Nella parte finale della cella troviamo un baldacchino con colonne in cui si doveva trovare la statua di Ercole (ora esposta nel museo di Chieti). La statua doveva risalire al I secolo come del resto anche le colonne di cui però ci sono rimaste solo le basi.

Poco ad Oriente rispetto al tempio troviamo il Teatro di cui ci resta parte della cavea che trovava la sua naturale posizione lungo il pendio della collina e la scena con l’orchestra annessa che erano poste su un piano rialzato. Alle spalle del teatro, proprio sul colle del Pettorino, troviamo alcuni appezzamenti terrazzati, e in cima ad essi un piccolo tempio con due celle su cui però non sappiamo molto.

E’ da osservare anche una grande villa di età imperiale: essa si trova poco oltre il tempio di Ercole. A pochi passi più a Sud troviamo l’anfiteatro costruito grazie al denaro di Quinto Nevio Cordo Sutorio Macro che venne indotto al suicidio nel 38 d. C. dall’imperatore Caligola (sappiamo questo grazie ad alcune iscrizioni che sono state trovate proprio all’ingresso dell’anfiteatro stesso).

Altro punto di interesse è la chiesa romanica che sorge sul colle di San Pietro: essa venne costruita su una terrazza artificiale alla sommità del colle in opera poligonale: la sua struttura prevede un alto podio e un pronao con colonne tuscaniche e due celle.

Vicino alla porta d’accesso alla città troviamo una terrazza artificiale sorretta da tre contrafforti e decorata nella sua parte superiore da un muro con semicolonne a cui si accede sul lato orientale. Sul lato piccolo a sud di questa struttura troviamo anche un esedra con abside annesso.

Sul lato opposto all’entrata troviamo due corridoi di 150 m. circa ( si è ipotizzato che potessero essere utilizzati come xystus ovvero come pista da corsa). E probabile che questa zona fosse destinata all’allenamento dei giovani ma questo non spiegherebbe la presenza del monumento funebre sul lato settentrionale quindi la destinazione d’uso rimane ancora oggi incerta.

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