Francia. L’archeologia svela come il genocidio della Vandea fu uno sterminio ideologico

Il Comitato di salute pubblica, comandato come il più terribile dei soviet dal folle Maximilien Robespierre, votò unanimemente nel 1739 tre leggi volte all’annientamento fisico e psicologico della piccola regione della Vandea Militare, adagiata sul corso della Loira nella Francia occidentale, colpevole per i giacobini di essere cattolica, fedele al re Borbone ghigliottinato qualche mese prima e, soprattutto, controrivoluzionaria. La Vandea venne così tormentata, fino alla caduta in disgrazia di Robespierre nel 1974, dalle Colonne Infernali guidate da Louis Marie Turreau de Garambouville, le squadracce di tagliagole responsabili del primo genocidio della storia, forte della teoria razzistica elaborata negli anni precedenti e compiuto in nome di teorie malthusiane rielaborate dai pensatori illuministi.

Di questo genocidio, battuto in assurdità soltanto dal memoricidio che ha cancellato il grande massacro dalle nostre conoscenze – come ripete da anni lo studioso Reynald Secher, autore di “Il genocidio vandeano”, rompendo il muro di omertà su quei tragici avvenimenti – esisteva riprova contemporanea che il proto comunista Jean-Noel Gracchus Babeuf ne scrisse raccapricciato in un opuscolo populista ritrovato recentemente in maniera fortuita e intitolato “La guerra di Vandea e il Sistema di Spopolamento”. Ma esiste anche una prova empirica: il ritrovamento di fosse comuni nei posti notevoli della sanguinosa guerra tra vandeani e giacobini non lascia più alcun dubbio.

Di simili scoperte, tristi ma importanti, si ha notizia da parecchio tempo, particolarmente per ciò che concerne il territorio di Le Mans, dove venne combattuta una battaglia cruenta tra il 12 e il 13 dicembre 1793, durante una delle fasi più terribili della guerra. I primi ritrovamenti risalgono ad alcuni anni fa, ma le ultime ricerche hanno rivelato l’orrore in tutta la sua portata. Infatti, l’antropologa Elodie Cabot, direttrice di una squadra del noto Istituto Nazionale delle Ricerche Archeologiche Preventive di Parigi, ha riesumato nove fosse comuni piene di scheletri che riportano tracce di ferite da arma bianca agli arti e al cranio e segni di un feroce accanimento. I corpi dei combattenti antigiacobini, ma anche quelli di bambini e donne con la sola colpa di appartenere alla maledetta razza vandeana: infatti, molti degli scheletri ritrovati appartengono a bambini di 12 o 13 anni. Del resto, si calcola che la devastazione giacobina della Vandea provocò trecentocinquantamila morti, di cui cinquemila solo a Le Mans.

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3 Commenti

  1. Alessandra Colla
  2. Gianandrea de Antonellis
  3. Alessandra Colla

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