Guide - articoli in archivio

  • Cultura Terramaricola

  • Area geografica della cultura delle Terramare L’Emilia è interessata dalla cosiddetta cultura Terramaricola, che si estende in quasi tutta la pianura emiliana, in particolare nelle province di Cremona, Mantova e Verona, e che ha punti di contatto con il mondo etrusco e ligure nell’area parmense e nelle valli del piacentino. Il termine Terramara deriva dall’espressione dialettale che significa “terra marna”, un particolare terriccio molto ricco dal punto di vista organico, che durante tutto il corso dell’Ottocento era utilizzato come fertilizzante per terreni aridi. In corrispondenza degli abitati protostorici il terreno è stato scavato e sono emersi abitati di pianura a

  • Cultura di Golasecca

  • Carta geografica dell’estensione della cultura di Golasecca Area geografica della cultura di Golasecca La cosiddetta cultura di Golasecca (IX – IV sec. a.C.) si estende in un’area delimitata a sud dal Po, a nord dalle Alpi, ad ovest dal fiume Serio e ad est dal fiume Sesia, quindi in un territorio comprendente le attuali province di Novara, Varese e Como, oltre ad una parte del cantone svizzero dei Grigioni. I poli principali intorno a cui ruota la vita sociale sono Castelletto Ticino, Sesto Calende e Golasecca, luogo dei primi ritrovamenti archeologici agli inizi del XIX secolo. Fonti Non conosciamo il

  • Riso sardonico e maschere ghignanti

  • Il riso sardonico e le maschere ghignanti Gli antichi greci utilizzavano l’aggettivo “sardoni(c)o” (sia ????????? sia ?????????) con l’accezione di “amaro, beffardo”. La prima citazione risale a Omero, nel passo in cui Ctèsippo offende Odisseo, travestito da mendicante nella propria casa, lanciandogli una zampa di bue: “…prendendola da un canestro; Odisseo l’evitò piegando il capo appena, e nel cuore sorrise amaro assai;…” (trad. di Rosa Calzecchi Onesti) (1) L’espressione omerica originale “sorrise amaro” è in greco “??????? ?????????”. Il riso sardonico (????????? ?????) è presente nell’arte delle maschere fittili nell’area influenzata dalla presenza cartaginese. Esemplari di maschere ghignanti sono

  • Monete dimezzate

  • Le “monete dimezzate” La diffusione dell’abitudine di dimezzare le monete è attestata particolarmente nella Gallia meridionale, lungo il Reno e nel Lazio, nell’arco di tutto il I secolo a.C. con un massimo del fenomeno tra la fine della Repubblica e il principato di Augusto. Sarà proprio Augusto a risolvere il problema nella penisola italiana mentre all’estero questa pratica si protrarrà ancora durante il I secolo d.C. (1) Alcune monete rinvenute a Nemausus, coniate tra il 25 e il 10 a.C., erano dimezzate in un terzo dei casi e la pratica perdurò fino all’impero di Traiano. (2) La moneta da dimezzare

  • Australopithecus anamensis

  • Carta di identità dell’Australopithecus anamensis Famiglia: Hominidae Genere: Australopithecus Specie: Anamensis Luoghi di ritrovamento: Kanapoi e Allia Bay (Kenya) Datazione: 4,1- 3,5 Ma Olotipo: individuo KNM-KP 29281 (mandibola con dentizione completa) Descrizione generale dell’Australopithecus anamensis Nel 1967 a Kanapoi, nel nord del Kenya, venne rinvenuta la parte distale di un omero (KNM-KP 271), che per anni fu ritenuta una delle più antiche testimonianze di ominidi, senza però poter essere inserita in una delle specie fino a quel momento conosciute. In seguito, poi, ai nuovi ritrovamenti fatti a Kanapoi e Allia Bay (entrambi vicino al lago Turkana), alcuni autori (Leakey et

  • Australopithecus afarensis

  • Carta di identità dell’Australopithecus afarensis Famiglia: Hominidae Genere: Australopithecus Specie: Afarensis Luoghi di ritrovamento: Hadar e Maka (Etiopia), Laetoli (Tanzania) Datazione: 4,18- 3,0 Ma Olotipo: individuo L.H. 4 (corpo mandibolare con dentizione quasi completa) Descrizione generale dell’Australopithecus afarensis La specie afarensis è stata definita nel 1978 a partire dai ritrovamenti pliocenici fatti nella depressione di Afar ad Hadar, in Etiopia, e a Laetoli, vicino alla gola di Olduvai, in Tanzania. Tra i reperti etiopici scoperti negli anni’70 sono compresi molti fossili che campionano praticamente tutte le regioni dello scheletro, sebbene non sia presente alcun cranio completo, tra cui a destare

  • Ardipithecus (Australopithecus) ramidus

  • Carta di identità dell’Ardipithecus ramidus Famiglia: Hominidae Genere: Ardipithecus (Australopithecus ?) Specie: Ramidus Luoghi di ritrovamento: Aramis (Etiopia) Datazione: 4,4 Ma Olotipo: individuo ARA-VP-6/1 (10 denti permanenti) Descrizione generale dell’Ardipithecus (Australopithecus) ramidus I resti pertinenti ad Ardipithecus ramidus sono stati rinvenuti nelle vicinanze di Aramis, nella valle del fiume Awash in Etiopia. In un primo momento questo ominide è stato considerato la più antica specie di australopitecina e pubblicato nel 1994 come Australopithecus ramidus, ma fin dalla prima pubblicazione gli autori sostennero che si trattasse di una scelta comunque prudente e che la nuova specie meritasse probabilmente una distinzione a

  • Architettura navale antica: rudimenti

  • L’uomo ha sempre sentito il bisogno di spostarsi, non solo all’interno del proprio territorio, ma anche allargando i propri orizzonti verso terre lontane. Spinto da curiosità, fame, ricerca di qualcosa di nuovo, voglia di esplorare, bisogno di trovare nuove materie prime o voglia di esportare e vendere a chi non ne aveva i prodotti della propria terra. Per fare ciò l’uomo ha realizzato strade, ha inventato la ruota, per recarsi in paesi vicini o lontani nello stesso continente; ha costruito imbarcazioni e programmato rotte per attraversare il mare ed oltrepassare le Colonne d’Ercole. Storia degli studi sull’architettura navale antica I

  • Fidia: “plastica” scultorea

  • La “plastica” nella scultura di Fidia Nel 477 iniziarono, ad Atene, i lavori di ristrutturazione dell’Acropoli. I modelli per le sculture dei frontoni del Partenone, delle metope del fregio esterno, per quelli del muro della cella e dei propilei, furono realizzati da Fidia, personalità, in quegli anni, non più giovanissima. Atene, Acropoli Fidia, secondo Plinio, fu dapprima pittore alla scuola di Polignoto; come scultore, fu invece allievo dell’ateniese Egia. Grazie a questa versatilità, Fidia divenne abilissimo in tutte le tecniche d’arte; la scuola pittorica ionica di Polignoto, e il rigore e la misura degli scultori dorici di Argo, contribuirono ad

  • Antica Roma: spiriti malvagi dei defunti

  • Mosaico di epoca romana con teschio. Napoli, Museo Archeologico Nazionale Gli spiriti malvagi dei defunti in epoca romana Nel mondo spirituale dell’antica Roma, accanto a divinità di ogni genere, si aggiravano anche entità nefaste: gli spiriti malvagi dei defunti, noti come Larvae e Lemures. Larvae Presso la religione romana, le Larvae o Maniae erano gli spiriti mi dei defunti che furono malvagi durante la vita. Anche da morti tormentano sia i vivi sia i morti opponendosi ai Lari (Lares), spiriti benigni. Il loro aspetto era terrificante, simili a scheletri (nudis ossibus) e a demoni scarnificati; era loro costume accendere la