Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Pompei, storia degli scavi. Restauro nel primo periodo Borbonico

  • Restauro di Pompei nel primo periodo Borbonico (1748-1808) Le discipline dello scavo archeologico e del restauro architettonico si svilupparono, in territorio italiano, parallelamente e contemporaneamente all’ampliamento delle indagini a Pompei, trovando nell’antica città vesuviana il luogo ideale di sperimentazione. Le due discipline, di natura essenzialmente tecnico-pratica, elaborano e modificarono le loro basi teoriche e le loro metodologie rispecchiando i progressi e le novità tecniche contemporanee così come le contemporanee formulazioni filosofiche e sensibilità estetiche. Nei primissimi anni seguenti alla scoperta di Pompei lo scavo dell’antica città venne effettuato per cunicoli, con il solo obiettivo del recupero di oggetti e pitture. Gli

  • Pompei, storia degli scavi: restauro nel Decennio Francese

  • Il restauro di Pompei nel Decennio Francese (1808-1814) Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento l’approccio ai ruderi era di tipo prevalentemente conservativo. I precetti applicati da architetti e studiosi francesi operanti a Roma a partire dal 1810 erano derivati direttamente dall’articolata formulazione teorica delle problematiche relative al restauro di Quatremère de Quincy (1755 -1849), nella quale già si sosteneva l’opportunità della conservazione in situ delle opere d’arte. Lo stesso studioso esplicitava la fondamentale differenziazione tra “restauro”, metodologia applicabile a monumenti degradati o in parte distrutti e basata su resti esistenti, e “restituzione”, operazione effettuabile su monumenti “completamente spariti”,

  • Capo Colonna: parco archeologico

  • Il Parco Archeologico di Capo Colonna Il percorso che si snoda tra i resti dell’antico santuario di Hera Lacinia ci conduce in quello che è il Parco Archeologico di Capo Colonna, località compresa nel territorio dell’arcaica polis achea di Kroton. Un sentiero costeggia i vari edifici che facevano di questo santuario uno dei più importanti della Magna Grecia, dedicato ad Hera e scenario di numerose leggende. Si narra infatti che Eracle, di ritorno da una delle sue fatiche e con i buoi appartenenti a Gerione, avesse subito un furto da parte di Lacinio e avesse così ucciso non solo quest’ultimo,

  • Castelpagano

  • Castelpagano è un piccolo comune del beneventano, che si trova nella parte estrema della provincia, al confine con il Molise, nel territorio dell’alto Sannio. Confina con Cercemaggiore e Riccia a Nord, con Circello a sud e con Santa Croce del Sannio ad ovest. Il territorio, a 650 metri circa di altitudine, è prevalentemente costituito da montagne e colline di morgia, una pietra calcarea formatasi con il depositarsi di sedimenti marini organogeni. Oggi conta circa mille abitanti, ma il numero aumenta notevolmente nel periodo estivo grazie al turismo, che vi si sta sviluppando negli ultimi anni, e il ritorno periodico degli

  • Zuglio romana: Iulium Carnicum

  • Iulium Carnicum, la Zuglio romana Iulium Carnicum, odierna Zuglio, all’arrivo dei Romani era abitata dai Galli Carni. Intorno al 50 a.C., in seguito l’invasione dei Giapidi avvenuta due anni prima, vi fu edificato un castellum, ossia un avamposto fortificato a scopi difensivi contro i popoli transalpini. Dopo la conquista definitiva del Norico avvenuta nel 35 a.C., perse il suo carattere militare e divenne, come ci testimoniano alcune epigrafi, vicus, probabilmente sotto la giurisdizione di Aquileia. Plinio (1) nomina gli Iulienses Carnorum, nella lista dei municipi e delle colonie delle regioni d’Italia, testimoniandone, così, l’autonomia amministrativa. Divenuto municipium, il più settentrionale

  • Susa romana: Segusium

  • Segusium, la Susa romana Le prime notizie storiche di Susa risalgono a Donno, re delle tribù delle valli vicine al Monginevro sui due versanti. Egli si accordò con Cesare garantendo il libero passaggio ai Romani. Gli succedette il figlio Cozio che, dopo un periodo di relativa tranquillità, combattè contro Augusto fino al 13 a.C. In seguito a successivi accordi di pace, il re ottenne la cittadinanza romana nonché il comando sulla maggior parte delle tribù della valle e fu nominato prefetto della provincia delle Alpi Cozie, una parte del regno paterno divenuta provincia romana. L’accordo venne celebrato nel 9 a.C.

  • Ischia. Storia, archeologia e musei

  • Ischia e Procida viste dal Monte di Procida, vicino capo Miseno Storia e archeologia a Ischia Si sa con assoluta certezza che Ischia, una delle isole del golfo di Napoli, in antico fu nota per l’intensa attività vulcanica che la caratterizzava e quindi per le sorgenti di acqua minerale e termale utili alla salute. Ischia, però, fu soprattutto un importante centro coloniale euboico che basava la sua ricchezza sull’agricoltura, l’artigianato e il commercio marittimo. La colonia greca fu stanziata nell’VIII sec. a. C. nella zona dell’odierna Lacco Ameno ed ebbe il nome di Pitecusa. Secondo lo scrittore alessandrino Xenagora, il

  • Torregaveta. Villa di Servilio Vatia

  • La villa di Servilio Vatia a Torregaveta (Na) Quando Publio Servilio Vatia, brillante uomo politico, decise di fermare il suo cursus honorum alla pretura, a Roma non pochi si stupirono e certamente provarono anche un po’ d’invidia, tanto più perché aveva scelto una splendida villa a Torregaveta, nella zona di Baia, per vivere lontano dagli affanni e dagli intrighi del mondo della politica. Da allora, ogni qualvolta la politica si faceva più irta d’insidie del solito, si era soliti esclamare: “Oh, Vatia, solo tu sai vivere!”, desiderando, non si sa poi fino a che punto, fare la stessa scelta del

  • Benevento. Anfiteatro romano e ponte Leproso

  • L’anfiteatro romano di Benevento L’anfiteatro romano della città di Benevento fu costruito con molta probabilità durante il regno di Nerone, nel I sec. d. C., periodo durante il quale ospitò un’importante scuola di gladiatori. I resti di questo importante edificio, che non aveva nulla da invidiare al Colosseo per grandezza e capienza, furono trovati in modo fortuito nel 1985 e nel 1995 si rinvennero, sempre casualmente, anche i muri radiali della cavea e uno degli anulari costruiti in opera mista e tegole. Scavi sistematici interessarono la zona nel 1998 ma oggi sono interrotti e tutto quanto portato alla luce versa

  • Pompei, Casa dei Ceii: foto

  • Foto della casa dei Ceii a Pompei Una tettoia riparava dalla pioggia e dai raggi del sole l’ingresso dell’abitazione con i capitelli a dado risalenti all’età sannitica. Dei battenti della porta è oggi possibile vedere il calco con gli elementi di ferro inglobati in esso. Una seconda porta, a tre battenti, introduce dal vestibolo all’atrio tetrastilo dove, sulla destra, si trova il calco di un armadio ligneo che conteneva un guscio di conchiglia e un rasoio dal manico di avorio. Al centro dell’impluvio una vasca di marmo fungeva da fontana. L’impluvio di questa domus fu realizzato utilizzando frammenti di anfore secondo