Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Pompei. Casa di Giulio Polibio

  • Questa abitazione prende il nome dall’ultima persona che verosimilmente ne ebbe il possesso – C. Iulius Polybius  – o che quantomeno la abitò. Questa teoria trova fondamento nei numerosi manifesti elettorali che si trovano su tutta la zona intorno all’abitazione oltre che sulla sua facciata. Polybius, proveniente da una famiglia composta da liberti imperiali impegnata nell’amministrazione locale venne candidato al duumvirato per la città di Pompei. Alcune iscrizioni testimoniano la sua assicurazione alla popolazione di pane buono (panem bonum fert). Una seconda ipotesi è che la casa sia appartenuta a C.Iulius Philippus; quest’altra teoria si baserebbe su un suo sigillo

  • Guida sintetica ai Fori di Roma antica

  • Foro Boario e Foro Olitorio I piu antichi luoghi pubblici di Roma si collocano presso la sponda sinistra del Tevere, nell’area compresa tra il fiume, le chiese di Santa Maria in Cosmedin e San Giorgio al Velabro, e il Teatro di Marcello. Sin dall’VIII a.C. le popolazioni locali, che abitavano i colli limitrofi, svolgevano qui le proprie attività commerciali, come dimostrano una serie di rinvenimenti archeologici dell’epoca. Proprio in questa zona sorse il Foro Boario (da bos = bue), il cui nome lascia supporre l’esistenza di un mercato per la vendita di animali; topograficamente è stato collocato nell’area antistante la

  • Roma, la necropoli sotto la Basilica di San Pietro

  • di Paola Serata Quando Pietro subì il martirio sotto l’impero di Nerone nel 68 d.C., il colle Vaticano faceva parte della XIV regione augustea che occupava la zona davanti il Campo Marzio lungo la riva destra del fiume Tevere: questo era un territorio periferico collegato alla città grazie ad un ponte, cosìdetto “neroniano”, di cui restano delle testimonianze sotto l’attuale ponte Vittorio Emanuele II in prossimità di Castel Sant’Angelo. Oltrepassato il ponte proseguendo a nord sull’antica Via Trionfale si giungeva in territorio veiente oppure prendendo a sud  la Via Cornelia si poteva arrivare nell’antica città etrusca di Caere (Cerveteri): lungo

  • Melfi. Storia dei restauri di Santa Margherita

  • I restauri della chiesa rupestre di Santa Margherita a Melfi autore: Gaetano Cici* I primi restauri della chiesa di S. Margherita furono effettuati nel 1928 e si limitarono semplicemente all’eliminazione della patina nerastra causata, quasi sicuramente, dall’accensione di ceri da parte dei devoti. La preparazione della superficie pittorica è composta da uno strato di stucco a base di calce bianca depurata. Si utilizza, quindi, il termine affresco in maniera esatta, diversamente da quanto accade nelle altre cripte vulturine dove lo strato è formato da uno strato di fango steso per appiattire la superficie delle pareti. Nel corso degli anni non

  • Santa Margherita a Melfi: contrasto tra i vivi e i morti

  • “Contrasto tra i vivi e i morti” nella chiesa rupestre di Santa Margherita a Melfi autore: Gaetano Cici* La chiesa rupestre di Santa Margherita è collocata lungo la statale che collega Melfi a Rapolla, due comuni siti nell’area del Vulture. È balzata alla cronaca dei mass-media negli ultimi anni poiché, secondo alcuni studiosi, in essa è stato identificato, con molto probabilità, un affresco che rappresenta l’imperatore Federico II di Svevia. Dopo la scoperta di Guarini, avvenuta nel 1899, molti critici si dedicarono allo studio della rappresentazione. Una teoria davvero singolare è stata avanzata, nell’ultimo decennio, da Lello Capaldo, ricercatore presso

  • Melfi, chiesa rupestre di Santa Margherita

  • Gli affreschi della chiesa rupestre di S. Margherita a Melfi autore: Gaetano Cici* Ignorata dagli studiosi ottocenteschi e sfuggita anche alle ricerche dello Schulz, del Lenormant, del Diehl e del Bertaux, la chiesa di S. Margherita fu illustrata, per la prima volta, dal Guarini. L’organizzazione architettonica del santuario, interamente scavato nel tufo vulcanico, rimanda ad un gusto occidentale; l’ampia navata è divisa in due moduli coperti a crociera a sesto acuto con le creste ben in evidenza ed è fiancheggiata da quattro cappelle voltate a botte e di diversa profondità; la seconda cappella di destra, attraverso un piccolo valico, continua

  • Napoli. Ipogei funerari dei Vergini

  • In antico, appena fuori le mura, verso nord, vi era la zona necropolare di Napoli. I primi a sfruttare le cave di tufo per ricavarne dei sepolcri furono i Greci con gli ipogei, poi i Romani, che riutilizzarono quelli già esistenti, ma ne costruirono anche di nuovi e infine i Cristiani che realizzarono i grandi complessi delle catacombe unici nel loro genere per la disposizione orizzontale invece della consueta verticale. Ipogei di Napoli Queste importanti testimonianze si trovano oggi nel pieno centro storico di Napoli, nella zona dei Vergini alla Sanità. Tutte le sepolture hanno subito ingenti danni a causa

  • Aquileia (Ud): storia e topografia

  • La storia di Aquileia Le motivazioni della fondazione di Aquileia vanno ricercate nella necessità da parte di Roma di cautelarsi contro le tribù dei Galli Transalpini. Si preferì, tra il 183 e il 181 a. C., dedurre una colonia di diritto latino piuttosto che una di diritto romano per non dare l’impressione ai Veneti di un dominio troppo diretto nella regione in un momento in cui ancora si stava assestando il comando di Roma sulla Cisalpina e sull’Adriatico. E’ probabile che Aquilis sia il nome preromano del fiume che scorreva accanto alla città. Aquileia divenne municipium nel 90 a. C.,

  • Fotografie dell’Arco di Costantino a Roma

  • Tutte le fotografie dell’Arco di Costantino a Roma, con tutti i dettagli e particolari delle figurazioni.

  • Alba Fucens

  • Alba Fucens è una località in Abruzzo, vicino Avezzano, in provincia di L’Aquila. Venne fondata nel 303 a. C. come colonia latina insieme a Carsioli. A quel tempo il territorio era occupato dagli Equi che vennero sterminati in quell’anno dal console P. Sempronio Sofo. La costruzione originaria della città al risale al terzo secolo a.C. Tutte le notizie che abbiamo sulla sua struttura le dobbiamo ad una spedizione archeologica a cura di un equipe proveniente dal Belgio. Questa città occupa la parte superiore della collina di Albe dove si trovano i santuari del Pettorino e di S. Pietro. Qui sorgeva