Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Roma: acquedotto di Nerone

  • L’acquedotto di Nerone è una parte dell’acquedotto Claudio. Costruito per volontà di Nerone era utilizzato per rifornire di acqua il ninfeo e il lago della sua maestosa dimora, la Domus Aurea. Esso parte da piazza di Porta maggiore, prosegue per via Statilia con un insieme di arcate splendide e, lungo la strada sottoterra dell’acqua Appia, giunge verso il Celio. Le arcate sono state realizzate in mattoni e misurano 19-22 metri di altezza. Subirono, nel tempo, diverse ristrutturazioni dai Flavi, da Adriano, da Settimio Severo, da Caracalla (211 d.C.). Attualmente è ancora possibile vedere le parti restaurate da Settimio Severo in via

  • Roma: anfiteatro castrense

  • Nei Cataloghi Regionari l’anfiteatro Castrense è citato nella V Regio. Il termine latino castrum è azzeccato se si pensa non al suo significato di accampamento, ma a quello che più tardi ha assunto, vale a dire dimora imperiale. Infatti, l’anfiteatro era integrato insieme alle terme eleniane e il circo chiamato variano, in un complesso edilizio conosciuto come palazzo Sessoriano, una dimora imperiale del periodo dei Severi. Nel III secolo era utilizzato per allestire rappresentazioni e parate militari per la corte imperiale, e si è mantenuto nel tempo poiché inglobato nelle Mura Aureliane. Si mantenne in buono stato sino al terzo

  • Roma: arco di Costantino

  • L’Arco dedicato all’imperatore Costantino fu edificato nei pressi della Via Triumphalis, una vecchia strada percorsa dalle sfilate e dai cortei che accompagnavano i trionfatori che si dirigevano sul Colle Capitolino, in occasione della vittoria ottenuta dall’imperatore Costantino sul suo rivale Massenzio, che in questo evento perse la vita, e svoltasi nel corso del 312 d.C. sul noto Ponte Milvio. I lavori per la costruzione dell’opera terminarono tre anni dopo e l’arcata fu aperta al pubblico il giorno 25 luglio dell’anno 315, data in cui si celebrò il decimo anniversario di regnanza dell’imperatore Costantino. Entrambe le pareti delle facciate maggiori dell’Arco

  • Roma: arco di Settimio Severo

  • L’Arco di Settimio Severo è strutturalmente costituito da tre arcate e si sviluppa in altezza per 20,88 metri, in larghezza per 23,27 metri e nella profondità per 11,20 metri. Il suo innalzamento si ebbe nel corso del 203 d.C. come monumento celebrativo del primo decennio d’impero dell’omonimo imperatore. Sulla sua superficie sono incisi rilievi, ormai molto erosi, che ricordano le vittorie in battaglia dell’imperatore, svolte in Partia (gli odierni Iran e Iraq) e in Arabia. Per aver accesso ai fornici posti ai lati dell’arcata vi erano delle piccole gradinate mentre al centro dell’arco forse originariamente vi passava una strada, di

  • Roma: arco di Tito

  • L’Arco di Tito, formato da una sola arcata, è posto sulla cima settentrionale del Palatino, nella parte ovest del Foro Romano. La sua struttura è rivestita con marmo greco pentelico ed è sorretto da quattro semi-colonne composite per ogni lato. Per quanto riguarda le dimensioni, il monumento ha un’altezza di 15,40 metri, una larghezza di 13,50 metri ed una profondità di 4,75 metri. Nelle chiavi di volta sono raffigurate le personificazioni della dea Roma e del Genio che rappresenta, invece, il popolo romano, mentre sull’archivolto è possibile notare la raffigurazione di Vittorie con stendardi, che si levano in volo su alcuni

  • Roma: arco di Gallieno

  • Compreso fra due palazzi in via San Vito si trova la parte più importante di un arco, che inizialmente era a tre fornici, costruito dove un tempo c’era la porta Esquilina, una porta delle antiche mura Serviane che è stata riedificata completamente per volontà di Augusto. L’arco venne innalzato in onore del regnante Gallieno, morto per mano dei suoi stessi uomini nel 262 d.C. Marco Aurelio Vittore vi fece scrivere successivamente, per l’imperatore e per la sua consorte, una frase che troviamo nella cornice sotto l’attico e che è stata fatta successivamente. Essa recita così: “A Gallieno, clementissimo principe, il

  • Cassino

  • Il centro urbano della moderna Cassino (la romana Casinum, in provincia di Frosinone) è stato completamente ricostruito in seguito ai danni subiti durante la II Guerra Mondiale. La posizione strategica lungo il corso della valle del fiume Liri sembra determinò la scelta di questo sito fin dall’epoca preistorica. Storia dell’antica Casinum In particolare la documentazione archeologica ha attestato l’esistenza di un insediamento risalente all’età del Ferro, che doveva occupare la sommità e le pendici del Monte Cassino, con una necropoli nella zona vicina a dove poi sarà costruito l’anfiteatro romano. Anche se le notizie antiche in proposito non sono numerose,

  • Cassino, monumenti medievali

  • Oltre alla straordinaria e suggestiva Abbazia di Montecassino, che domina la città e l’intera valle, ma che è stata completamente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e ricostruita uguale alla precedente nel Dopoguerra, Cassino offre anche un bell’esempio di architettura fortificata medievale, la cosiddetta Rocca Ianula. E’ una fortezza medievale che domina dall’alto la moderna città di Cassino. La prima fondazione sembra risalga al X sec. per volere dell’ abate di Montecassino Aligerno, al fine di difendere il centro abitato allora detto di San Germano. La Rocca subì numerose distruzioni e conseguenti restauri nel corso del Medioevo almeno fino

  • Cassino, monumenti romani

  • Grazie al suo passato romano, Cassino conserva ancora oggi un gran numero di monumenti e luoghi di interesse archeologico da visitare.  Nell’area del Parco Archeologico “Casinum” (aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00) è stata messa in luce una parte della città romana con alcuni dei suoi edifici. Parco archeologico di Casinum PORTA CAMPANA i resti della porta sono visibili in un tratto delle mura che risulta leggermente arretrato e sono attraversati da una strada riconosciuta come un diverticolo della via Latina. Della porta è ben conservata la soglia e sono visibili i segni dei cardini; l’identificazione

  • Roma: porta Latina

  • La Porta Latina, che sorge lungo la superficie delle Mura Aureliane, è una delle porte appartenenti a queste mura che meglio hanno resistito al trascorrere del tempo. La sua denominazione ricorda la vecchia e omonima strada che, oltrepassando l’area della Lega Latina, metteva in collegamento Roma con la città di Capua. Nel corso del periodo repubblicano questa strada aveva origine dalla Porta Capena, unitamente alla nota Via Appia Antica. In prossimità dell’odierno Piazzale di Numa Pompilio, poi, queste due strade si dividevano, come succede ancora oggi, ma con la particolarità che la denominazione della parte iniziale della strada oggi è di