Luoghi in Italia - articoli in archivio

  • Ischia. Storia, archeologia e musei

  • Ischia e Procida viste dal Monte di Procida, vicino capo Miseno Storia e archeologia a Ischia Si sa con assoluta certezza che Ischia, una delle isole del golfo di Napoli, in antico fu nota per l’intensa attività vulcanica che la caratterizzava e quindi per le sorgenti di acqua minerale e termale utili alla salute. Ischia, però, fu soprattutto un importante centro coloniale euboico che basava la sua ricchezza sull’agricoltura, l’artigianato e il commercio marittimo. La colonia greca fu stanziata nell’VIII sec. a. C. nella zona dell’odierna Lacco Ameno ed ebbe il nome di Pitecusa. Secondo lo scrittore alessandrino Xenagora, il

  • Torregaveta. Villa di Servilio Vatia

  • La villa di Servilio Vatia a Torregaveta (Na) Quando Publio Servilio Vatia, brillante uomo politico, decise di fermare il suo cursus honorum alla pretura, a Roma non pochi si stupirono e certamente provarono anche un po’ d’invidia, tanto più perché aveva scelto una splendida villa a Torregaveta, nella zona di Baia, per vivere lontano dagli affanni e dagli intrighi del mondo della politica. Da allora, ogni qualvolta la politica si faceva più irta d’insidie del solito, si era soliti esclamare: “Oh, Vatia, solo tu sai vivere!”, desiderando, non si sa poi fino a che punto, fare la stessa scelta del

  • Benevento. Anfiteatro romano e ponte Leproso

  • L’anfiteatro romano di Benevento L’anfiteatro romano della città di Benevento fu costruito con molta probabilità durante il regno di Nerone, nel I sec. d. C., periodo durante il quale ospitò un’importante scuola di gladiatori. I resti di questo importante edificio, che non aveva nulla da invidiare al Colosseo per grandezza e capienza, furono trovati in modo fortuito nel 1985 e nel 1995 si rinvennero, sempre casualmente, anche i muri radiali della cavea e uno degli anulari costruiti in opera mista e tegole. Scavi sistematici interessarono la zona nel 1998 ma oggi sono interrotti e tutto quanto portato alla luce versa

  • Pompei, Casa dei Ceii: foto

  • Foto della casa dei Ceii a Pompei Una tettoia riparava dalla pioggia e dai raggi del sole l’ingresso dell’abitazione con i capitelli a dado risalenti all’età sannitica. Dei battenti della porta è oggi possibile vedere il calco con gli elementi di ferro inglobati in esso. Una seconda porta, a tre battenti, introduce dal vestibolo all’atrio tetrastilo dove, sulla destra, si trova il calco di un armadio ligneo che conteneva un guscio di conchiglia e un rasoio dal manico di avorio. Al centro dell’impluvio una vasca di marmo fungeva da fontana. L’impluvio di questa domus fu realizzato utilizzando frammenti di anfore secondo

  • Pompei, Terme Stabiane: foto

  • Foto delle Terme Stabiane di Pompei L’edificio termale prende il nome dalla vicina Via Stabiana e fu scavato tra il 1853 e il 1858, rivelando subito l’assenza dei pregiati rivestimenti marmorei, forse asportati nei giorni seguenti all’eruzione dai sopravvissuti o dai Curatores Restituendae Campaniae nominati dall’imperatore Tito. Queste terme sono le più antiche di tutta Pompei: il nucleo più antico risale, infatti, alla piena età sannitica, IV sec. a. C., ed era in origine costituito dalla palestra nel cortile, da celle con bagni singoli e da un pozzo quadrangolare, anch’esso il più antico della città. Da questo pozzo, molto profondo,

  • Pompei, Casa del Poeta Tragico: foto

  • Foto della casa del Poeta Tragico a Pompei La domus del Poeta Tragico non è di grandi dimensioni rispettando, forse, la volontà del proprietario, esponente del ceto medio pompeiano, di creare degli spazi interni più raccolti secondo le concezioni architettoniche dell’età imperiale che vanno a contrapporsi a quelle fastose dell’età ellenistica. L’ingresso dell’abitazione si apre tra due tabernae comunicanti con il vestibolo e per questo di proprietà del padrone di casa. Proprio il vestibolo è ornato da un mosaico di un cane alla catena con il celebre avvertimento Cave Canem. Oggi, per proteggere il prezioso mosaico, si entra dall’ingresso secondario

  • Pompei, Casa dei Casti Amanti: foto

  • Foto della casa dei Casti Amanti a Pompei La facciata della domus dei  Casti Amanti fu individuata da Vittorio Spinazzola durante gli scavi compiuti tra il 1920 e il 1923. La casa si trova nella zona sud-est dell’insula 12, Regio IX. Oggi la domus è diventata un vero e proprio laboratorio di ricerca. Dal 1987, infatti, scavi regolari nell’intera insula continuano a offrire una conoscenza più ampia del sito pompeiano e di tutti gli aspetti che prima le indagini archeologiche tendevano a tralasciare. Si è cercato inoltre di lasciare sul posto tutto quanto ritrovato durante gli scavi per meglio comprendere gli

  • Pompei. Casa della Venere in Conchiglia: foto

  • Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei Questa bella abitazione appartenente alla gens Satria e che si trova nei pressi di una delle porte urbiche più frequentate della città, Porta Sarno, subì gravi danni dal grande terremoto del 62 d. C. e per questo fu completamente restaurata con pitture in IV stile che ancora oggi appaiono al visitatore nei loro splendidi colori. Al momento della fatale eruzione del 79 d. C., lavori di risistemazione erano ancora in corso, forse a seguito dello sciame sismico che interessò la zona poco prima che il Vesuvio interrompesse il suo riposo. Dopo

  • Pompei, casa di Paquius Proculus: foto

  • Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei In mancanza di dati sicuri che possano consentire l’individuazione del proprietario della domus, si è soliti pensare che questa sia appartenuta a P. Paquius Proculus o a C. Cuspius Pansa entrambi menzionati nei manifesti elettorali in facciata. Un dato che poteva aiutare è l’iscrizione PPP su una delle anfore ritrovate in casa, ma le lettere potrebbero facilmente riferirsi al produttore, al commerciante oppure al destinatario del prodotto. Si sa con certezza solo che i Cuspii erano coloni sillani. Il primo impianto dell’abitazione doveva risalire all’età sannitica come testimoniato dai capitelli cubici all’ingresso

  • Pompei, Caserma dei Gladiatori: foto

  • Foto della Caserma dei Gladiatori di Pompei Il quadriportico dorico alle spalle del Teatro Grande oltre a essere perfettamente conservato è anche la più antica porticus post scaenam giunta fino a noi, rispondendo al canone vitruviano che prevedeva, secondo il modello greco, un’area porticata dove gli spettatori potessero intrattenersi nei momenti di pausa. Lo spazio cinto dal porticato serviva come area destinata alle attività sportive e intellettuali della iuventus pompeiana. Sembra questa essere l’interpretazione più plausibile vista anche la vicinanza del Foro Triangolare, forse adoperato per gare equestri, e della Palestra Sannitica anche quest’area ginnasiale. Dal Foro Triangolare una scala