Ricerca & studi - articoli in archivio

  • Metodo storico intuitivo

  • Presentato per la prima volta nel 2011 all’Università di Glasgow (Scozia) dalla ricercatrice storica Roberta Rio, il metodo storico-intuitivo è un nuovo approccio metodologico d’indagine applicabile soprattutto a reperti antichissimi che, per la loro distanza nel tempo, per l’assenza di elementi interpretativi diretti e per il fatto che sono stati elaborati con modi di pensare completamente diversi da quelli attuali, risultano spesso quasi completamente misteriosi. Inoltre l’approccio storico-archeologico classico, pur nella sua rigorosità metodologica, molto spesso può dire poco sulla veridicità degli oggetti che analizza, anche se essi sono espliciti nelle loro affermazioni. Quando poi gli oggetti risultano incomprensibili, anche

  • La decifrazione del Disco di Festo come esempio di utilizzo del metodo storico-intuitivo

  • Dr. Roberta Rio, Federazione degli Storici della Germania Il Disco di Festo appartiene al genere dei manufatti non interpretabili con il classico metodo storico-archeologico. È un piccolo disco di argilla finissima, lavorato con estrema cura, che potrebbe ricordare un gioco per bambini, ma che è divenuto un vero e proprio rompicapo per archeologi e storici, che ripongono la massima e assoluta fiducia nella sola ragione umana. Fu portato alla luce nel 1908 dall’archeologo italiano Luigi Pernier, che lo trovò nel Palazzo Minoico di Festo, sull’isola di Creta. Il suo diametro massimo è di 165 mm, quello minimo di 158 mm;

  • Grazie a Google Earth scoperti 14.000 siti archeologici

  • Oggi grazie all’aiuto di internet e delle foto satellitari, l’archeologia si semplifica, tanto da rendere quasi un gioco la scoperte di quattordici mila insediamenti antichi. I moderni archeologi o i semplici appassionati possono esplorare i territori comodamente da casa guardando un semplice schermo e con l’ausilio di Google Earth avere accesso alle foto satellitari attraverso le quali esaminare i resti in pietra e velocizzare l’individuazione di possibili luoghi in cui organizzare una spedizione. Direttamente dall’MIT e dall’Università di Harvard arriva un nuovo programma in grado di rilevare i resti antichi. Il software si serve delle foto satellitari fornite dal satellite

  • Turchia, Karkemish. Dopo un secolo tornano i riflettori sulla celebre città hittita

  • Sono ripresi qualche mese fa, dopo quasi cento anni di stop, i lavori di scavo archeologico sul sito di Karkemish, la famosa città ittita, edificata su un importante guado dell’Eufrate, vicino al contemporaneo confine tra Siria e Turchia, ricordata nelle tavolette di Ebla del terzo millennio avanti Cristo e menzionata anche nella Bibbia, annientata nel 717 avanti Cristo dall’esercito assiro di Sargon II e dallo stesso popolo ricostruita. In questa città Nabuccodonosor arrestò nel 605 avanti Cristo la conquista egiziana e in epoca romana essa tornò a fiorire. Tra 1911 e 1920 Karkemish venne interessata dalla prima spedizione archeologica, diretta

  • Ventimiglia. I Balzi Rossi furono il primo insediamento dell’homo sapiens in Italia?

  • L’area ligure di Ventimiglia, a pochi passi dalla Francia, potrebbe rappresentare la porta di ingresso scelta dai primi gruppi di homo sapiens 42 mila anni fa per insediarsi sul suolo italiano. Il ritrovamento è stato annunciato dal sindaco Gaetano Scullino, che ha affermato che il sito archeologico dei Balzi Rossi sarebbe il più antico dell’Italia occidentale che conserva testimonianze relative alla presenza del nostro antenato. La scoperta potrebbe schiudere nuovi scenari anche sui modi attraverso i quali i primi sapiens occuparono l’Italia, provocando l’estinzione dei Neanderthal. Stefano Grimaldi, ricercatore dell’Università di Trento, che ha partecipato agli scavi internazionali che hanno

  • Germania, Bonn. Forse una lozione per pelle uccise la regina Hatshepsut

  • Dopo due anni di studio sul contenuto di una boccetta di 3500 anni fa, un equipe di ricercatori di Bonn ha identificato, probabilmente, il veleno che potrebbe aver ucciso la regina Hatshepsut. Faraone donna della XVIII dinastia (Nuovo Regno), è risaputo che fu colpita dal cancro e che soffriva di artrite e diabete. La boccetta, appartenente a una collezione privata giunta in Germania con un’autorizzazione ufficiale dell’Egitto, viene attribuita alla regina da un’iscrizione e si credeva dovesse contenere un’essenza profumata che gli studiosi cercavano di studiare e riproporre. A base di olio di palma e di noce moscata, si è

  • Ostia (Rm). Scoperta una nave romana di età imperiale

  • Una scoperta eccezionale che offrirà una preziosa testimonianza sulla vita di duemila anni fa sull’antica costa romana: un’imbarcazione, risalente al primo periodo imperiale, è stata trovata a Ostia Antica, durante i lavori di ristrutturazione di un moderno ponte stradale. Il ritrovamento è considerato molto importante perché conferma con esattezza che al principio dell’epoca Cristiana la linea di costa si trovava circa quattro chilometri indietro rispetto a quella attuale.

  • Lucca. Lo scavo di Palazzo Poggi tra storia e mistero

  • Lunedì 11 aprile 2011 sono stati mostrati a Lucca i risultati delle indagini condotte sulle testimonianze osteologiche animali emerse dall’area archeologica di Palazzo Poggi e realizzate con la collaborazione della Fondazione stessa. Ad esporre le novità il professor Michelangelo Zecchini e il professor Paolo Mencacci, della Fondazione Banca del Monte di Lucca, l’archeozoologa Laura Landini, la professoressa Alessandra Coli e il professor Claudio Sorrentino dell’Università di Pisa. All’incontro ha partecipato anche l’archeologa Alessandra Minutoli, che ha svolto gli scavi sotto la direzione del professor Zecchini, la professoressa Matilde Stefanini e la professoressa Carla Sodini dell’Università di Firenze.

  • Carovigno (Br). Il cimitero delle antiche navi

  • Negli anni Settanta del Novecento erano state condotte alcune indagini in una zona nella quale, nel corso del tempo, sono naufragate numerose imbarcazioni, formando così un vero e proprio cimitero di relitti. Grazie al corso di Archeologia subacquea attivo presso l’Università del Salento e tenuto da Rita Auriemma, le ricerche sono riprese da tre anni allo scopo di valorizzare il sito archeologico.

  • Colleferro (Rm). Risultati degli scavi al Castello di Piombinaria

  • Sabato 6 novembre 2010 il Castello di Piombinara è stato al centro di una giornata di studio durante la quale sono stati presentati i risultati delle indagini svolte nel 2010. La prima parte della giornata, svoltasi presso l’Aula magna dell’Istituto Cannizzaro, ha visto gli studenti delle scuole coinvolte negli scavi 2010, come l’ITIS Cannizzaro e il Liceo Classico Dante Alighieri di Anagni, illustrare, insieme a Cinti, Luttazzi e Lo Castro, portavoce della Missione Archeologica di Piombinara, e agli Assessori alla Formazione Cinzia Sandroni e alla Cultura Graziana Mazzoli, la loro esperienza didattica.