Venerdi di ArcheoRivista - articoli in archivio

  • Santo Stefano, archeologia carceraria del penitenziario-teatro (I parte)

  •   Con la ripresa dopo la pausa estiva dei “giovedì di Santa Marta” – gli incontri letterari settimanali al Collegio romano promossi dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ai quali ci siamo ispirati per i nostri 20 incontri archeologici settimanali dal febbraio scorso – riprendono anche i “venerdì di Archeorivista”, che raccontano visite a siti e musei archeologici o temi assimilabili.

  • Un angolo d’Egitto a Roma: la Piramide Cestia

  • I “venerdì di Archeorivista” dopo gli Horti Sallustiani restano in superficie, ma per passare dalla luce del sole di un esterno insolito e spettacolare al chiuso di una cella dove nulla può filtrare essendo all’interno di una piramide di pietra massiccia e poderosa pur nelle sue limitate dimensioni, la Piramide Cestia a Porta San Paolo. Niente a che vedere con le mastodontiche piramidi egizie ha la base quadrata di 100 piedi romani, circa 30 metri e l’altezza di 37 metri da terra; ma con la stessa funzione funeraria, quindi chiusa ermeticamente e fornita di tutti i corredi funebri prima della

  • Horti Sallustiani, la grande aula adrianea

  • I “venerdì di Archeorivista” tornano alle visite archeologiche dopo aver “visitato” nelle scorse tre settimane la ponderosa Relazione del commissario all’archeologia romana Roberto Cecchi e, prima, l’“archeologia del colore” dei restauri della Basilica di San Francesco di Assisi; in precedenza c’era stata la diversione territoriale a Pompei, con i ritorni ai siti romani dell’“Opus sectile di Porta Marina” di Ostia “ e delle “Terme di Caracolla”. E’ ora di scendere negli ipogei. Lo faremo ricominciando con gli ambienti dell’edificio negli Horti Salulustiani, il vasto parco monumentale che si estendeva tra il Quirinale e il Pincio, ricco di vegetazione e padiglioni.

  • Archeologia a Roma: interventi straordinari e manutenzione programmata

  • Ecco a voi la terza parte del “Rapporto Cecchi” sullo stato e la progettualità per le aree archeologiche di Roma.  La dettagliata relazione orale del commissario delegato Cecchi e gli interventi dei soprintendenti Bottini e Broccoli, del presidente Carandini e del sottosegretario Giro, da noi commentati nei due precedenti “venerdì di archeorivista”, non ci esimono dal restare in immersione nell’archeologia romana approfondendo le due tematiche in apparenza opposte, connesse la prima all’emergenza, la seconda alla routine. Poi torneremo alle immersioni più proprie e gratificanti negli ipogei romani.

  • Terme di Caracalla, “aeroporto” della romanità imperiale (II parte)

  • I “venerdì di Archeorivista” restano nell’immenso spazio archeologico delle Terme di Caracalla con lo stesso gruppo dell’associazione info.roma.it e la guida dell’archeologa Adelaide Sicuro. Dopo averne raccontato la lunga storia dalla romanità ai giorni nostri, e averne documentato e deprecato le spoliazioni, dagli anonimi trafugatori ai paludati principi e Papi, entriamo nella vasta area delle Terme immergendoci nella grandiosità. L’assenza di reperti scultorei, colonne e capitelli, a parte rari frammenti, tra le imponenti vestigia delle pareti, comunica freddezza priva di vita. Fino agli splendidi pavimenti, una vera benedizione del cielo per il popolo dell’archeologia.

  • Terme di Caracalla: “aeroporto” della romanità imperiale (I parte)

  • Dopo l’archeologia del colore di Assisi che ci ha “illuminati” per tre settimane, i “venerdì di Archeorivista” restano nella luce e nei colori della natura, prima di tornare nel buio degli ipogei. E ci restiamo visitando le Terme di Caracalla insieme al gruppo dell’associazione info.roma.it con l’archeologa Adelaide Sicuro che già ci ha fatto da guida sapiente nei sotterranei della Basilica papale di Santa Maria Maggiore e delle due chiese dei santi Silvestro e Martino ai Monti con il Titolo Equizio e dei santi Giovanni e Paolo con le Domus del Celio, nonché nell’Opus sectile di Porta Marina di Ostia.

  • I colori di Giotto e l’archeologia del colore in mostra ad Assisi (terza parte)

  • Questo “venerdì di Archeorivista” è dedicato ancora ad Assisi, per la mostra aperta dall’11 aprile al 5 settembre nell’ambito delle celebrazioni dei due centenari, l’VIII dell’Accettazione della Regola francescana da parte di papa Innocenzo III e il VII della Presenza di Giotto ad Assisi. L’“archeologia del colore” ci porta ora alle Storie di San Francesco della Basilica Superiore, dopo aver visitato la Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore con in corso il restauro degli affreschi. Ma dopo aver seguito, nella seconda parte, il resoconto di Giuseppe Basile sul restauro delle vele crollate con il sisma del 1997, ci sentiamo

  • Opus Sectile di Porta Marina, splendori e misteri a Ostia antica

  • I nostri “venerdì di archeorivista” approdano allo splendido “Opus Sectile” di Porta Marina ad Ostia antica. Nelle scorse due settimane abbiamo raccontato eventi di segno molto diverso: il primo sono state le festose “Giornate Fai di primavera”, con l’excursus sui siti archeologici, museali e sui castelli aperti alle visite il 27-28 marzo 2010 nell’intero territorio nazionale; il secondo il crollo di una volta traianea alla Domus Aurea che ha lanciato l’allarme anche su altri siti archeologici.

  • Domus Aurea, dopo il crollo intervenire subito sull’archeologia romana a rischio

  •   Nella concitazione del momento si ha un primo quadro del grave crollo di circa 40-60 metri quadrati di volte delle fondazioni traianee nel secondo nucleo della “Domus aurea” di Nerone: si tratta della galleria di Traiano, preesistenza che non fa parte del cuore del sito e fortunatamente è senza affreschi e fregi, decorazioni o mosaici, ma è fatta di volte di mattoni e intonaco.

  • Roma. Le domus del Celio sotto la Basilica di San Giovanni e Paolo: bellezze e misteri

  • L’appuntamento per la visita alle “domus romanae” del Celio sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma è nel bel piazzale antistante il tempio, lastricato a sampietrini. Se ne ammira la facciata con i colonnati, sei colonne con capitello ionico al centro e due con capitello corinzio ai lati, il campanile, sulla sinistra una fuga di archi sull’antico itinerario. All’interno la navata è lunga più di 40 metri e larga 15, alcuni archi sottesi da colonne separano dalle piccole navate laterali. L’abside, di epoca successiva, prende luce da quattro grandi finestre. La basilica fu fondata dal senatore Pammachio;