Napoli. Ipogei funerari dei Vergini

Ipogei funerari dei Vergini

In antico, appena fuori le mura, verso nord, vi era la zona necropolare di Napoli. I primi a sfruttare le cave di tufo per ricavarne dei sepolcri furono i Greci con gli ipogei, poi i Romani, che riutilizzarono quelli già esistenti, ma ne costruirono anche di nuovi e infine i Cristiani che realizzarono i grandi complessi delle catacombe unici nel loro genere per la disposizione orizzontale invece della consueta verticale.

Ipogei di Napoli

Queste importanti testimonianze si trovano oggi nel pieno centro storico di Napoli, nella zona dei Vergini alla Sanità.

Tutte le sepolture hanno subito ingenti danni a causa di vere e proprie alluvioni causate dall’acqua piovana in discesa dalla collina di Capodimonte.

Le tombe che erano ancora intatte furono poi distrutte dai pozzari quando il sottosuolo fu adoperato per la raccolta dell’acqua piovana. Infine, il sottosuolo è stato trasformato in vera e propria discarica.

Ai Vergini, tra il IV e il III sec. a. C., tra Via Cristallini, Vico Traetta e Via Santa Maria Antesaecula, furono costruite tombe ipogeiche a camera.

Ipogei di Via dei Cristalllini

In Via Cristallini, sotto il palazzo Di Donato, si sono rinvenuti quattro ipogei ai quali si accedeva attraverso una scala.

Il primo ipogeo fu distrutto dai cavatori di tufo che dal XV secolo in poi ripresero le loro attività. Attraverso un varco si accede al secondo ipogeo, anche questo completamente distrutto e senza sepolture; il vestibolo ha però restituito are e urne funerarie.

Nel terzo ipogeo si possono ancora ammirare bellissimi affreschi che costituiscono una testimonianza archeologica eccezionale per quanto concerne la pittura greca: prima di essi, infatti, si conoscevano solo le scene affrescate della Tomba del Tuffatore di Paestum.

Il quarto ipogeo presenta la volta in muratura. Nella camera ipogea non ci sono affreschi ad arricchire le pareti ma nicchie a testimonianza del riutilizzo dell’ambiente in età romana come colombarium. Degli ipogei di Vico Traetta non rimane quasi nulla perché distrutti dai pozzari.

Ipogei di Via Santa Maria Antesaecula

Gli ipogei di Via Santa Maria Antesaecula sono invece visitabili grazie agli sforzi dell’Associazione Celanapoli che ne garantisce la visita.

Un primo ipogeo fu anch’esso scoperto dai pozzari e quindi andato distrutto. Si accede al sottosuolo attraverso una scala al termine della quale si svela agli occhi del visitatore una realtà inaspettata.

Alle pareti fa ancora bella mostra di sé una serie di affreschi. Da questo ipogeo si doveva passare poi a un altro di cui resta però solo la volta.

Un secondo ipogeo è invece definito dei Togati e può essere a buona ragione considerato il più bello e il più ricco di tutta la zona.

L’accesso al dromos è sormontato da due statue di tufo togate che in origine dovevano essere interamente visibili a quanti passavano per la strada.

Oggi sono purtroppo obliterati dal palazzo soprastante.

Autore: Speranza Ambrosio

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