Origene

Origene di Alessandria

Origene di Alessandria

vissuto tra 185 e 254 d.C.

In principio Dio fece il cielo e la terra (Gen 1,1).
Qual è il principio di tutte le cose,
se non il nostro Signore e salvatore di tutti,
Cristo Gesù, il primogenito di tutta la creazione (cfr 1 Tim 4,10; Col 1,15)?
In questo principio, dunque, cioè nel suo Verbo,
Dio fece il cielo e la terra,
come dice anche l’evangelista Giovanni
all’inizio del suo Vangelo: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio,
e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio.
Tutte le cose furono fatte per mezzo di lui,
e senza di lui nulla fu fatto (Gv 1, 1-3).
Dunque qui non parla di un qualche principio temporale,
ma dice che nel principio, cioè nel Salvatore,
sono stati fatti il cielo e la terra,
e tutte le cose che sono state create.

(dalla Omelia I sulla Genesi)

Nativo di Alessandria d’Egitto e tra i principali esponenti della locale Scuola teologica, attiva in particolare nel contrasto delle posizioni proprie della dottrina gnostica (1), Origene occupa un posto del tutto singolare fra gli autori cristiani dei primi secoli: alcune delle sue posizioni teologiche, infatti, furono oggetto di molte critiche e contestazioni e ricevettero, addirittura, il marchio di eresia nell’ambito del Concilio di Costantinopoli, svoltosi nel 553. Sul sito http://www.eresie.it/, alla voce “Origene”, vengono sinteticamente elencati i punti maggiormente controversi della speculazione origenista; vediamoli qui di seguito:

  • “Il Figlio (Logos) era consustanziale (della stessa sostanza) e co-eterno al Padre, pur essendo una persona o meglio un’ipostasi diversa. Tuttavia, secondo Origene, il Figlio era anche solo un attributo del pensiero o della volontà del Padre: così però si configurava una complessa forma di subordinazianismo.
  • Parimenti, lo Spirito Santo aveva un ruolo subordinato e di minore importanza.
  • La pre-esistenza delle anime.
  • Il libero arbitrio per raggiungere la salvezza.
  • La ciclicità delle esistenze umane e la reincarnazione.
  • L’universalismo o apocatastasi, il concetto, cioè, che tutti, angeli, uomini o diavoli, verranno salvati.
  • L’esistenza di infiniti mondi prima e dopo quello attuale.
  • L’interpretazione allegorica e non letterale di alcuni passi della Bibbia, soprattutto la Genesi” 

Come il lettore avrà chiaramente colto, l’elenco di cui sopra, proposto alla voce “Origene” del sito web summenzionato, non si prefigge lo scopo di esaurire, a livello tematico, i contenuti del pensiero origenista, che richiederebbero un’articolazione certo più ampia e un esame più dettagliato di numerosi concetti filosofico-teologici. Nell’invitare ad un approfondimento personale mediante l’accesso alle risorse indicate qui di seguito, più avanti, possiamo qui inquadrare i tratti salienti della vita e dell’attività intellettuale di Origene, autore che, come pochi altri, esercitò una cospicua influenza sui contemporanei e sui successori (si pensi a Gregorio il Taumaturgo e ai Padri Cappadoci: Basilio, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo). La sua parabola terrena si dispiegò fra Alessandria d’Egitto e Cesarea, località palestinese, sede di una sua scuola che ebbe molto seguito e allievi presto distintisi in campo teologico, tra cui Gregorio il Taumaturgo.

 La permanenza ad Alessandria, dove Origene era direttore della scuola teologica (detta anche Didaskaleion), fu alternata da numerosi viaggi in molte aree del Mediterraneo, da Roma ad Antiochia, dal Medio Oriente alla Grecia. Il successo del Didaskaleion fu tale da attirare numerosi allievi, di estrazione non solo cristiana ma anche pagana. Origene era stato designato alla direzione della Scuola dopo che il suo stesso incarico era stato occupato da Clemente, detto Alessandrino, e, ancor prima, da Panteno. Responsabile della designazione della personalità alla guida della prestigiosa istituzione era il patriarca di Alessandria: più precisamente, all’epoca di Origene, si trattava di Demetrio, al quale venne conferito l’incarico patriarcale probabilmente durante gli anni in cui al soglio imperiale sedeva Settimio Severo (146-211). Demetrio restò in carica per alcuni decenni (189-231) e, nel corso della sua permanenza quale guida della comunità alessandrina, entrò in contrasto proprio con Origene il quale, nel corso del tempo, anche in virtù delle conoscenze acquisite nel corso della sua esperienza di studioso, aveva sviluppato un orientamento di vita all’insegna di un’ascesi rigorosa, al punto che, di fronte al passaggio evangelico in cui Gesù indica che “molti si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, procedette ad una crudele automutilazione.

Di qui il rifiuto del patriarca di ammettere Origene all’ordinazione sacerdotale, che il teologo ricevette, invece, a Cesarea, per mano del locale vescovo Teoctisto: un fatto che determinò la rottura dei rapporti con Demetrio e l’inizio di un’ostilità montante in seguito alla quale Origene dovette lasciare Alessandria per stabilirsi a Cesarea. Il vissuto della persecuzione accompagnò Origene all’inizio, nel corso e anche alla fine della sua esistenza: morì, infatti, in seguito alle ostilità scatenate dall’imperatore Decio, regnante nel biennio 249-251, impegnato in un’intensa opera di ripristino degli antichi culti romani pagani e, quindi, di repressione del cristianesimo.

I trasferimenti forzati da una città all’altra, le persecuzioni e le condanne, riportate già in vita per molti aspetti controversi della sua impostazione dottrinale, determinarono la perdita di molte opere scritte di Origene, il quale, su attestazione di fonti antichi, fu scrittore di singolare ispirazione e produttività.

Molteplici furono i generi nei quali egli si cimentò, divenendo autentico pioniere nella definizione di un approccio filologico alla ricostruzione e alla lettura del testo biblico: sua, infatti, fu la costituzione della cosiddetta Hexapla, un’edizione dell’Antico Testamento che proponeva, su sei colonne accostate l’una all’altra, altrettante versioni, tra cui quella detta Septuaginta (o dei Settanta), dal numero degli studiosi che, su incarico di Tolomeo il Filadelfo, procedettero alla traduzione in greco dell’originale ebraico. Frutto delle fatiche origeniane fu pure un’impressionante serie di scritti dedicati all’esegesi biblica, distinti in commentari, omelie e scolia, in base alla lunghezza, alla complessità e alla destinazione: gli scolia, ad esempio, erano delle brevissime annotazioni a margine di una singola parola o di un singolo brano, mentre i commentari si caratterizzavano per una maggiore lunghezza e per un più ampio respiro: fra quelli pervenuti si possono menzionare i commentari dedicati ai Vangeli di Matteo e di Giovanni.

 Straordinari sono pure i testi omiletici, tra cui si segnalano quelle dedicate al libro del profeta Geremia. Si devono ad Origene anche opere di argomento dottrinale, in particolare i quattro libri del De principiis, dedicato, come dice il titolo, alla trattazione teologica su Dio, il mondo, l’uomo e la Sacra Scrittura. Altra opera di rilievo, avente connotazione apologetica, è senz’altro il Contra Celsum, i cui otto libri contengono una puntuale confutazione delle posizioni di Celso, filosofo neoplatonico vissuto nel corso del II secolo e segnalatosi per la sua spiccata vena polemica nei confronti della religione cristiana. Lo scritto origeniano, nel riportare numerose citazioni del pensatore, rappresenta una fonte preziosa per la conoscenza di alcune composizioni di Celso, tra cui il Discorso vero e Contro i cristiani.

Come rilevato da papa Benedetto XVI nel corso di una sua recente catechesi (2), “il nucleo centrale dell’immensa opera letteraria di Origene consiste nella sua «triplice lettura» della Bibbia […]. Anzitutto egli lesse la Bibbia con l’intento di accertarne al meglio il testo e di offrirne l’edizione più affidabile […]. In secondo luogo Origene lesse sistematicamente la Bibbia con i suoi celebri Commentari […]. Infine, anche prima della sua ordinazione presbiterale, Origene si dedicò moltissimo alla predicazione della Bibbia, adattandosi a un pubblico variamente composito”. Mirabile è il paragone origeniano, citato dallo stesso Pontefice, tra la Sacra Scrittura e le noci: “Così è la dottrina della Legge e dei Profeti alla scuola di Cristo: amara è la lettera, che è come la scorza; in secondo luogo perverrai al guscio, che è la dottrina morale; in terzo luogo troverai il senso dei misteri, del quale si nutrono le anime dei santi nella vita presente e nella futura” (Omelia sui Numeri, 9,7). Diverse, insomma, sono le modalità di accostamento al testo sacro, individuate da Origene, così come differenti sono i livelli di senso in esso rinvenibili: “c’è il senso «letterale», ma esso nasconde profondità che non appaiono in un primo momento; la seconda dimensione è il senso «morale», che cosa cioè dobbiamo fare vivendo la Parola; e infine il senso «spirituale», cioè l’unità della Scrittura, che in tutto il suo sviluppo parla di Cristo”.

La grandezza del contributo origeniano allo sviluppo della teologia cristiana risiede sostanzialmente nel fatto che, per questo autore, come dice il Papa, “fare teologia era per lui essenzialmente spiegare, comprendere la Scrittura; o potremmo anche dire che la sua teologia è la perfetta simbiosi tra teologia ed esegesi”. Ma, in ultima analisi, Origene “fu un vero «maestro»” nel senso che, come rileva commosso Eusebio di Cesarea nella biografia a lui dedicata, “«Egli insegnò che la condotta deve corrispondere esattamente alla parola, e fu soprattutto per questo che, aiutato dalla grazia di Dio, indusse molti a imitarlo» (Storia Eccl. 6,3,7)”.

Approfondimenti

Come riportato sul sito http://www.eresie.it/, lo gnosticismo fu un “vasto movimento filosofico-religioso spontaneo e non uniforme, diffuso in Egitto e in Palestina dai tempi degli Apostoli almeno sino al IV secolo […]. Deve il suo nome alla gnosi, cioè, come insegnavano i maestri gnostici, alla conoscenza di Dio e delle origini e destino della razza umana, attraverso la rivelazione. Detta rivelazione era trasmessa direttamente da Cristo (nella forma gnostico-cristiana) ad una ristretta cerchia d’iniziati e non attraverso la gerarchia della Chiesa. Inoltre essa doveva giungere attraverso esperienze personali e non attraverso lo studio dei testi canonici”.

Si veda il testo al link http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070425_it.html da cui sono tratte le citazioni di seguito proposte. 

All’indirizzo web http://www.documentacatholicaomnia.eu/30_20_0185-0254-_Origenes.html è possibile reperire e leggere il testo di molte opere origeniane, in lingua originale e in traduzione.

Per approfondimenti sulla figura e il pensiero di Origene si veda il link http://www.filosofico.net/origene.htm

Il sito http://www.monasterovirtuale.it/home/patristica.html mette, infine, a disposizione uno straordinario repertorio bio-bibliografico sui Padri della Chiesa e sugli autori cristiani dei primi secoli.

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