Pompei. Casa di Giulio Polibio

Questa abitazione prende il nome dall’ultima persona che verosimilmente ne ebbe il possesso – C. Iulius Polybius  – o che quantomeno la abitò. Questa teoria trova fondamento nei numerosi manifesti elettorali che si trovano su tutta la zona intorno all’abitazione oltre che sulla sua facciata.

Pompei, casa di Giulio Polibio

Polybius, proveniente da una famiglia composta da liberti imperiali impegnata nell’amministrazione locale venne candidato al duumvirato per la città di Pompei. Alcune iscrizioni testimoniano la sua assicurazione alla popolazione di pane buono (panem bonum fert).

Una seconda ipotesi è che la casa sia appartenuta a C.Iulius Philippus; quest’altra teoria si baserebbe su un suo sigillo ritrovato in un armadio all’interno del peristilio e ad un graffito di buon auspicio presso l’edicola dedicata ai Lari.

Ad ogni modo la casa risalirebbe al II secolo a. C. ed è di dimensioni importanti (essa occupa, infatti, circa tre quarti dell’intera insula numero 13). Sulla facciata d’ingresso, che doveva essere decorata secondo i principi del primo stile, sono stati rinvenuti quattro pentametri di un poeta anonimo: “Nulla può durare in eterno al mondo. Quando il sole ha speso il suo splendore, s’immerge in mare. Cala la luna dopo aver raggiunto il pieno. Così l’amoroso tormento si risolve in soffio lieve.”

Vicino all’ingresso c’erano alcune botteghe, una di essa venne chiusa per ragioni statiche.

La struttura interna dell’abitazione è un po’ inusuale rispetto a quella tradizionale delle case pompeiane: invece dell’atrio troviamo una sala rettangolare illuminata naturalmente grazie agli ambienti sovrastanti ma senza molta intensità. Questa sala è quello che ci rimane del più completo esempio di una decorazione di primo stile. Alla stanza venne aggiunta una finta porta per ristabilire la simmetria.

Nella sala sono stati ritrovati molti vasi ed anfore impiegate nei lavori di ristrutturazione dopo il terremoto. Tra le parti restaurate ci sono lo zoccolo della sala, dell’ingresso dell’abitazione e del tablino. Alcune parti della casa attendevano ancora la fine dei lavori. Attraversando il tablino si raggiunge l’atrio vero e proprio che porta a due cubicoli e ad un piccolo cortile con annessa cucina di modeste dimensioni e con camino sul tetto.

Nel peristilio troviamo una decorazione su sfondo bianco molto semplice e delicata con alcune maschere e nature morte. Al primo piano un cubicolo è decorato con un soggetto mitologico in terzo stile: la presentazione della vacca di legno ideata da Dedalova Pasifae. Altra decorazione raffigura invece Venere e Marte.

In tutto l’edifico sono molti i lavori di restauro che erano stati effettuati: particolarmente interessante è tutta l’area di fronte al peristilio: possiamo vedere alcune impronte di gesso di alberi da frutta con i rami retti da pali.

Un’altra decorazione in terzo stile molto interessante è quella che troviamo nel triclinio posto a Nord: qui il soffitto nero con cassettoni forma un motivo a rombi molto originale; sempre in questa stanza possiamo anche vedere un quadro con la raffigurazione delle diverse fasi del supplizio di Tantalo.

Nel 1977 sono stati rinvenuti molti oggetti in bronzo anche di rilevante valore artistico, un servizio da tavola e un cratere a calice con la raffigurazione del riposo degli Argonauti o Calidonio impegnato nella caccia al cinghiale se non addirittura i sette contro Tebe anche se in questo caso l’iconografia differirebbe di molto dalla tradizione.

Tra tutti colpisce una piccola statua raffigurante una giovane figura nuda con le braccia protese quasi a sostenere qualcosa e con un arco in una delle mani. E’ probabile che essa raffigurasse Apollo e che riprenda i dettami dell’arte greco-arcaica risalente al VI secolo a. C. Dopo il 62 la statua venne trasformata e la divinità divenne un efebo portatore di lampade sullo stesso stile di quello presente nell’abitazione di Fabius Rufus.

Ultima annotazione per quanto riguarda questo edificio è il ritrovamento di tre letti con piedi e decorazioni bronzee probabilmente stanziati intorno al nucleo centrale decorato con scaglie di marmo colorato inserite in una base di cocciopesto intonacato con colore rosso. Vicino a questa parte centrale un altro cubicolo è stato decorato con delle sfingi e con i motivi tipici del terzo stile.

Fotografie della casa di Giulio Polibio a Pompei

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