Sant’Ambrogio, vescovo di Milano

di Cristina Cumbo

Sant’Ambrogio nacque a Treviri in Gallia, intorno al 339 d.C., figlio del prefetto del pretorio delle Gallie. Dopo la morte del padre, Ambrogio intraprese gli studi di diritto e retorica.

Quando il vescovo di Milano Aussenzio, ariano, morì, Ambrogio si trovava in città. Ricoprendo la carica di funzionario imperiale, provò a fermare i tumulti, parlando con fermezza e ragionevolezza, qualità che lo fecero eleggere vescovo a furor di popolo. Ambrogio, neppure battezzato, si ritrovò investito di una carica troppo grande.

Tentò di fuggire, ma inutilmente. Venne quindi battezzato e rimosso dal suo incarico imperiale per accoglierne un altro forse ben più impegnativo. Era il 7 dicembre del 374 d.C. quando ricevette la consacrazione episcopale. Iniziò a studiare le Sacre Scritture, il pensiero dei Padri e dei Dottori della Chiesa.

Ambrogio viene ricordato per la sua grande determinazione di fronte al potere imperiale. Egli sosteneva: “Sono i Vescovi che devono giudicare i laici, non il contrario”. E il primo tra i laici era proprio l’imperatore che era “nella Chiesa, non al di sopra di essa”.

Fu grande avversario del paganesimo. Si scontrò con il senatore Quinto Aurelio Simmaco il quale richiedeva il ripristino dell’altare e della statua della dea Vittoria rimossi dalla Curia romana, sede del Senato, in seguito a un editto di Graziano nel 382.

La strage di Tessalonica e la penitenza di Teodosio

Ambrogio fu anche colui che riuscì a piegare l’imperatore Teodosio davanti alla Chiesa.

A Tessalonica, nel 390, la popolazione si era ribellata al governatore Boterico che venne ucciso in seguito a tumulti scoppiati in città.

Teodosio ordinò alle milizie di provvedere. Con un pretesto di una gara di bighe, fecero entrare nel grande circo quasi tutta la popolazione della città, poi sbarrarono le porte e venne fatta una strage di Tessalonicesi. Le vittime furono 7.000.

Ambrogio impose all’imperatore una pubblica penitenza. Teodosio infine cedette nella notte Natale di quell’anno, in cui venne assolto e riammesso ai sacramenti.

Sant’Ambrogio impedisce a Teodosio l’ingresso nella cattedrale – Opera di Francesco Catenazzi

Il battesimo di Sant’Agostino

Il vescovo distribuì tra i poveri il suo patrimonio, esercitando la carità. La sua vita venne segnata da una rigorosa ascesi.

Ambrogio va anche ricordato per il suo incontro con il futuro Sant’Agostino di Ippona. Fu proprio per la sua predicazione che Agostino si convertì al Cristianesimo e venne battezzato dal vescovo di Milano nel Battistero della Basilica di Santa Tecla il 24 aprile 387 d.C. I resti di tale battistero con vasca ottagonale si trovano oggi sotto il Duomo.

Opere e pensiero di Sant’Ambrogio

Quella di Ambrogio fu una lotta sia religiosa che politica contro l’arianesimo e le eresie nascenti.

Fu l’iniziatore dell’innologia religiosa popolare.

Le sue opere, legate strettamente al suo ministero pastorale, sono di carattere esegetico, morali – ascetiche e dogmatiche. Si ricordano:

  • Hexaemeron
  • Commento al Vangelo di Luca
  • De Officiis
  • Opere sulla verginità
  1. De virginibus
  2. De viduis
  3. De virginitate
  4. De instituzione virginis
  5. Exhortatio virginitatis
  6. De Mysteriis
  7. De fide ad Gratianum
  8. De Spiritu Sancto
  9. De incarnatione dominicae sacramento
  • Penitenza (composta tra il 387 e il 390 contro il rigorismo dei Novaziani affermando che solo la Chiesa cattolica aveva il potere di remissione di peccati e non la chiesa eretica)
  • Esposizione sulla fede
  • discorsi
  • lettere
  • Inni

In Sant’Ambrogio vediamo anche una sorta di pensiero moderno per quanto riguarda la considerazione delle donne.

Egli infatti critica aspramente il fatto che il matrimonio sia soltanto un contratto economico e sociale, che non considera il volere degli sposi e in particolare della donna:

«Davvero degna di compianto è la condizione che impone alla donna, per sposarsi, di essere messa all’asta come una sorta di schiavo da vendere, perché la compri chi offre il prezzo più alto» (De virginibus, I, 9, 56).

Sant’Ambrogio morì il 4 aprile del 397 d.C.

È il patrono di Milano e la sua memoria è obbligatoria per tutta la Chiesa.

Iconografia e architettura

L’iconografia ambrosiana lo ricorda come colui che scacciò l’imperatore Teodosio, peccatore pubblico, dalla cattedrale. È una trasposizione figurata di ciò che accadde veramente tramite lettere e intermediari, per simboleggiare che la legge è uguale per tutti e che il potere dell’uomo è nulla in confronto a quello di Dio e dei suoi ministri.

Ambrogio fu anche un uomo influente nell’architettura cristiana. Si è detto che il Battistero della Basilica di Santa Tecla (San Giovanni alle Fonti) a Milano era ottagonale così come la vasca nella quale si immerse Agostino per ricevere il battesimo.

Nel Versu Ambrosii ad fontem eiusdem ecclesiae si trova una descrizione del battistero:

“Octachorum sanctos templum surreni in usus, octagonus fons est munere dignus eo. Hoc numero decuit sacri baptismatis aulam surgere, quo populis vera salus rediit luce resurgentiis Xρι, qui claustra resolvit mortis et e tumulis suscitat examines confessosque reos maculoso crimine solvens fontis puriflui diluit inriguo…”

ossia “L’edificio a otto nicchie è stato innalzato per gli usi sacri, la fonte ottagonale è degna di questa funzione.

Perciò sarebbe stato conveniente costruire l’aula del sacro Battesimo con il numero per il quale ai popoli è stata ridata la vera salvezza, nella luce di Cristo risorgente che sconfisse la morte e resuscita dalle tombe una gran quantità di persone e lavò i rei confessi dal peccato nel fonte che puro fluisce (perdonò i peccatori)…”

Santa Tecla – La vasca battesimale ottagonale di San Giovanni alle Fonti

L’epigrafe, riportata ancora oggi nell’edificio sotterraneo, è composta da 8 distici divisi in due strofe. La prima riguarda la descrizione dell’edificio ottagonale che doveva richiamare l’ottava, ossia il giorno della Resurrezione del Signore, aggiunto alla settimana (la domenica). La morte e la Resurrezione sono i simboli del battesimo.

L’octachorum nominato replicava l’ottagono delle pareti. Quello ambrosiano è il primo edificio ottagonale della storia cristiana. Ambrogio sembra particolarmente legato al numero 8 e al suo significato simbolico (otto beatitudini). Egli riprende anche la concezione di San Paolo e di Cirillo di Gerusalemme del battesimo.

La vasca battesimale si configurava infatti come una “tomba” , mentre l’acqua era un’ “onda salvatrice”. Il rituale ambrosiano ripete più volte l’idea della sepoltura dell’uomo vecchio che rinasce come uomo nuovo cristiano. Il numero 8 per Ambrogio è quindi quello della Resurrezione eterna.

Il battesimo veniva amministrato nella notte di Pasqua (anche Sant’Agostino venne battezzato proprio in quel giorno). Questo concetto richiama alla mente anche il celebre Salmo 41 “Come il cervo anela alle fonti dell’acqua così l’anima mia anela a te, o Dio”.

La vasca ottagonale centrale era profonda 80 cm. circa, rivestita di marmi bianchi, alimentata da un canale. Il battistero venne demolito nel 1400 circa. I rivestimenti di marmo pavimentali scomparvero. Gli scavi hanno rivelato la presenza di tessere di mosaico oro, blu e verdi. Ciò ha fatto supporre agli archeologi che la sua volta fosse mosaicata. È probabile che si debba far risalire questa decorazione al restauro del vescovo di Milano Lorenzo I (metà del V secolo d.C.).

Il pavimento intorno alla vasca, invece, doveva presentare losanghe bianche e nere. Alcuni resti rimangono a testimonianza.

Ovviamente quello di Milano non è l’unico battistero ad avere una forma ottagonale. Gli edifici battesimali che si trovavano in un’area compresa nell’amministrazione di Ambrogio riportano la stessa forma. E così abbiamo i famosi ottagoni dei battisteri di Albenga, Ventimiglia, Lomello, Novara.

I Santi Gervasio e Protasio

Ambrogio è importante anche per il culto dei martiri. A lui è infatti collegata la memoria dei Santi Gervasio e Protasio le cui spoglie vennero traslate nella Basilica Ambrosiana nel 386. Gervasio e Protasio sono due martiri del II secolo ricordati il 19 giugno.

L’apparizione dei Santi Gervasio e Protasio a Sant’Ambrogio in un dipinto di Philippe de Champaigne del 1658, Museo del Louvre

Il rito ambrosiano

La memoria di Ambrogio si mantiene anche nella liturgia. Egli introdusse caratteristiche delle liturgie orientali, in particolare canti e inni per l’appunto. A lui è attribuito l’inno del Te Deum laudamus, Le riforme liturgiche operate dal vescovo furono mantenute nella diocesi di Milano anche dai successori e costituirono il nucleo del Rito Ambrosiano, ancora oggi diverso dal resto dei riti uniformati da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento.

Bibliografia essenziale

  • M. Cagiano De Azevedo, Sant’Ambrogio committente di opere d’arte, in Arte Lombarda 8, 1963, pag. 55 – 75.
  • M. Mirabella Roberti, Il battistero antico di Milano, in Atti del VI Congresso internazionale di archeologia cristiana (Ravenna 23 – 30 settembre 1962), Città del Vaticano 1965, pag. 703 – 707.

Per ulteriori approfondimenti sulla ricostruzione virtuale del battistero si rimanda a: http://www.soddu.it/Battiste.htm

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