archeologia etrusca - articoli in archivio

  • Montelupo: un sacrificio umano nella città etrusca?

  • Lo scheletro scoperto nel pozzo a Montereggi In località Montelupo, nel sito etrusco di Montereggi, nel comune di Capraia e Limite, è stato rinvenuto lo scheletro di un’individuo di sesso maschile di età adulta, deposto all’interno di un sacco-sudario e calato in un pozzo. Con ogni probabilità l’uomo doveva essere già morto quando è stato gettato nella cavità. Il ritrovamento è il risultato dell’ultima campagna di scavo (conclusasi nel mese di ottobre 2011) del Museo di Montelupo, in accordo con il comune di Capraia e Limite e in collaborazione con l’Università di Siena. Il pozzo era già stato esplorato in

  • Montalto di Castro, Vulci. Scoperte 37 tombe etrusche, di cui una principesca

  • Potrebbe conservare le spoglie mortali di un principe o di un alto dignitario della società etrusca locale, la sepoltura scoperta a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Infatti, gli operatori della Soprintendenza dell’Etruria Meridionale hanno trovato nel corridoio d’ingresso della tomba le ossa di un cavallo e una grande olla, chiaro simbolo di importanza sociale, poiché solo principi e alti dignitari venivano deposti con le loro armature e i loro cavalli. La sepoltura fa parte di una più grande necropoli, che conta 37 tombe, individuata dagli archeologi di una cooperativa di Firenze, assunta dalla Soprintendenza per effettuare dei saggi

  • Montalto di Castro, Vulci. Tomba etrusca restituisce una piccola Sfinge del V-IV a.C.

  • Ricorda molto la famosa Sfinge di Giza, la statua lunga cinquanta centimetri scoperta nel sito archeologico di Vulci, a Montalto di Castro (Vt). Vicino al luogo di ritrovamento, sono stati identificati anche vasi dipinti di epoca etrusca, alcuni ancora intatti. La scultura, che raffigura un felino con volto di donna e dotato di ali, è stata ritrovata nel corridoio di ingresso, o dromos, della sepoltura etrusca, venuta alla luce a Vulci durante gli scavi archeologici diretti dalla Soprintendenza all’Etruria Meridionale ed effettuati dagli operai della Mastarna Srl, l’azienda che gestisce l’area. Secondo gli archeologi, la tomba venne profanata in tempi molto

  • Poggio Colla. Trovata raffigurazione etrusca di donna partoriente

  • Ritrovata immagine di una donna partoriente nel sito archeologico etrusco di Poggio Colla, in Toscana. Una serie di scavi archeologici condotti recentemente a Poggio Colla, il sito nella valle del Mugello dove è stato riportato alla luce un insediamento etrusco risalente a 2.700 anni or sono, ha permesso di effettuare una scoperta sorprendente e davvero unica nel suo genere: dal terreno è infatti venuta alla luce una raffigurazione che ritrae una donna nell’atto di dare alla luce un figlio. I ricercatori del Progetto Archeologico della Valle del Mugello, che sono responsabili anche degli scavi di Poggio Colla (a una ventina

  • Cerveteri. Inaugurato il primo sito del Distretto Tecnologico dei Beni Culturali del Lazio

  • La più estesa necropoli antica dell’area mediterranea diventa il primo sito curato da Lazio Futouring, il brand del Distretto Tecnologico dei Beni e le Attività culturali della Regione Lazio, che ha coniugato tecnologia e archeologia per raccontare ai visitatori le millenarie storie degli Etruschi. Video in 3D, effetti sonori, proiezioni audiovisive, ricostruzioni virtuali, plastici animati e Applicazione mobile mostrano ai visitatori della Necropoli della Banditaccia come erano le sepolture etrusche e quali erano i loro tesori oltre duemila anni fa. Il progetto, la cui realizzazione è stata curata da Piero Angela, prevede un percorso ipertecnologico attraverso le otto sepolture etrusche

  • Tarquinia. La tomba della Regina svela una tomba inviolata e sigillata

  • Nel corso della quarta campagna di scavo archeologico effettuata presso il Tumulo della Regina dall’Università degli Studi di Torino, dalla Città di Tarquinia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria in sinergia con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, è venuta alla luce una stanza secondaria sigillata da un’enorme lastra di pietra. È prevista nei prossimi giorni l’apertura e l’esame accurato del locale che conserva tracce dell’intonaco originale. Il Tumulo della Regina, situato nella necropoli di Tarquinia, è una struttura massiccia con un diametro di quaranta metri, appartenente a un personaggio importante della società tarquiniese del settimo

  • Scansano (Si). Al Museo Archeologico una mostra su vite e vino nell’antichità

  • In un mondo dove il vino è oggetto di particolari attenzioni che ne evidenziano anche la valenza culturale, il Museo Archeologico di Scansano inaugura un’esposizione che presenta i risultati recentemente acquisiti dalle ricerche sulla coltivazione della vite, la produzione del vino e i contenitori in cui veniva trasportato in epoca etrusca.

  • Intervista al professor Giuseppe Sassatelli

  • Giuseppe Sassatelli insegna Etruscologia e Archeologia Italica presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna. Il corso è attivo dal secondo dopoguerra e, tra laurea triennale e laurea magistrale, conta ogni anno oltre 120 studenti.

  • Perugia. Aprono al pubblico i sotterranei della Cattedrale di San Lorenzo

  • I resti della Perugia d’epoca etrusca, romana e bizantino-romanica s’intrecciano tra loro in un articolato percorso di gallerie e cunicoli che si sviluppano per oltre un chilometro sotto la Cattedrale di San Lorenzo. È il percorso archeologico che il 29 gennaio 2011, giorno in cui a Perugia si festeggia San Costanzo, patrono della città e dell’Arcidiocesi, è stato aperto al pubblico. La presentazione del percorso archeologico “un museo per conto suo” ha rappresentato per Perugia un evento straordinariamente importante poiché è destinato a divenire per la molteplicità e la ricchezza degli insediamenti patrimonio dell’umanità.

  • San Filippo (Lu). Scoperta una strada etrusca? Serve chiarezza.

  • Solchi di carri sulle pietre Con la scoperta nel 2004 al Frizzone di Capannori (Lu) di un lungo tratto di strada etrusca databile circa al 500 avanti Cristo e i successivi ritrovamenti della contemporanea città etrusca di Gonfienti a Prato e di un incrocio di vie etrusche a Bologna, si è incominciato a ipotizzare seriamente che 2500 anni fa la piana lucchese fosse attraversata dalla leggendaria arteria dei due mari (Tirreno-Adriatico), alla quale allude probabilmente lo Pseudo-Scilace quando racconta che da Pisa per raggiungere Spina sono stati impiegati tre giorni di cammino.