Lazio – Roma - articoli in archivio

  • Roma, Villa di Livia: il giardino dipinto

  • La decorazione delle domus di epoca romana La pittura romana è una delle meglio tramandate nel panorama artistico antico. Gli artisti, come per la scultura, furono influenzati soprattutto dall’arte greca di cui imitarono i modelli e le tecniche. La grande conoscenza della pittura romana si deve principalmente alle ottime condizioni di preservazione delle città vesuviane (Pompei, Ercolano,Stabia, Cuma..). Durante le campagne di scavo in questi luoghi sono stati ritrovati una grandissima quantità di reperti pittorici, principalmente affreschi parietali, databili tra il II secolo a.C. e il 79 d.C.(data di eruzione del Vesuvio), facenti parte di quella che oggi chiamiamo pittura

  • Roma: foro di Traiano

  • Il Foro di Traiano durante gli scavi che lo hanno riportato alla luce Foro di Traiano Il Foro di Traiano, costruito tra il 106 e il 113 d.C. per celebrare la conquista della Dacia (attuale Romania), rappresenta l’ultimo ma il più grandioso dei Fori Imperiali di Roma. Venne realizzato per volere dell’imperatore Traiano il quale avviò un’intensa politica di opere pubbliche, culminata con la costruzione del foro a lui intestato, posto sullo stesso asse del Foro di Cesare e perpendicolare al foro di Augusto. Il nuovo foro, situata tra Campidoglio e Quirinale, includeva la piazza, la Basilica Ulpia, un cortile

  • Roma: Mercati di Traiano

  • Mercati di Traiano Nello stesso periodo in cui sorgeva il sontuoso Foro di Traiano vennero costruiti anche i Mercati Traianei, un insieme di edifici che avevano una funzione sia di archivio che amministrativa, oltre che per sostenere il taglio effettuato alle pendici del Quirinale. La struttura si articola in vari edifici: Grande Aula Corpo Centrale via Biberatica Grande Emiciclo Piccolo Emiciclo Aule di Testata Torre delle Milizie Vediamoli ora singolarmente. Strutture dei Mercati Traianei Grande Aula La Grande Aula è costeggiata da spazi protetti da volte a botte e distribuiti su tre piani. Gli ambienti del primo piano si aprono sull’Aula,

  • Roma: ponti sull’Aniene

  • Fuori Roma, laddove iniziava la campagna costellata di numerose fattorie che coltivavano la terra, scorreva proprio come oggi il fiume Aniene, meno conosciuto del Tevere ma ugualmente importante anche per i ponti che lo attraversavano. Ponte Nomentano Questo ponte, nell’antica Roma, era il più importante insieme a Ponte Milvio. Fu costruito in età repubblicana in blocchi squadrati di tufo con archivolti in travertino. Le arcate erano in numero di tre con la centrale più grande delle altre.Dopo le invasioni barbariche per opera di Totila e Narsete ebbe un primo rifacimento; forse proprio durante l’assedio di Totila fu distrutta la seconda

  • Roma: fornices di fine Repubblica

  • Il tempio di Antonino e Faustina ai Fori Con l’avvento del regno di Augusto si diffonde a Roma l’arco trionfale. Prima di allora le tracce archeologiche sono scarse, anche se nelle fonti antiche si trovano accenni proprio a questo tipo di costruzione e di come sia elemento anche di propaganda politica. Le fonti ci informano che sul Campidoglio, nel 190 a. C., fu eretto un arco in onore di Scipione l’Africano dove poi sarà costruito un altro arco precisamente nel 133 a. C., se si vuole prestare fede al racconto della morte di Tiberio Gracco, così come la riporta Orosio.

  • Roma: archi trionfali di età flavia

  • Roma, arco di Tito Da quanto si sa Roma, alla fine del I sec. d. C., doveva avere un gran numero di archi trionfali, anche se questo poi non coincide con l’evidenza archeologica. Bisogna ricordare che tutti gli archi dedicati a Nerone, dopo la sua morte furono distrutti per la damnatio memoriae, così come non rimane alcuna traccia degli archi fatti costruire durante il regno di Domiziano e che sicuramente dovevano abbellire ogni strada della città. Che Roma fosse ricca di archi si può evincere da numerosi rilievi, ad esempio quelli del monumento funebre degli Haterii. Durante il regno di

  • Roma: mura regie e repubblicane

  • Il Palatino dal Circo Massimo E’ molto difficile riuscire a ricostruire la cinta muraria della Roma più antica, laddove il mito si confonde assai spesso con la realtà e dove le testimonianze concrete sono molto labili. Ciò nonostante, scavi condotti recentemente, hanno messo in luce, lungo le pendici del Palatino, un tratto di mura databile con ogni probabilità al VII sec. a. C., al regno cioè di Romolo come riferisce la leggenda. Questo primo esempio di fortificazione fu poi sostituito da altri. In special modo tra il VII e il VI sec. a. C., una nuova cortina muraria in blocchi

  • Roma: mausoleo di Augusto

  • Al suo ritorno da Alessandria, dopo la fine della guerra contro Antonio e Cleopatra, conclusasi con la vittoria di Azio del 31 a.C. e la conquista dell’Egitto nel 28 a.C., Ottaviano diede inizio alla costruzione di una grandiosa tomba, emblema immortale della sua famiglia e del suo potere dinastico. La scelta del luogo cadde nell’area settentrionale del Campo Marzio settentrionale, all’epoca ancora privo di edifici pubblici ma già in precedenza occupato dai sepolcri di alcuni uomini illustri dell’età repubblicana come Silla, Cesare e sua figlia Giulia, che con Augusto subì un totale rinnovamento grazie alla costruzione di numerosi complessi. La

  • Roma: foro di Augusto

  • La costruzione del Foro fu decisa da un voto fatto da Augusto nel 42 a.C. prima della battaglia di Filippi, in cui morirono gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio e fu così vendicata la morte del padre adottivo, nell’ambito della nobiltà romana un gesto considerato doveroso e imprescindibile. In realtà bisogna ragionevolmente pensare che i lavori presero avvio solo dopo il periodo tra il 30 e il 27 a.C., quindi dopo che Augusto ebbe gettato le fondazioni del nuovo ordine costituzionale. I lavori durarono a lungo tanto che secondo un aneddoto tramandato da Macrobio (1), Augusto avrebbe scherzato sulla

  • Roma: piramide di Gaio Cestio

  • La Piramide è un monumento funerario costruito a Roma per Gaio Cestio, probabilmente il pretore dell’anno 44 a.C. (1) L’identificazione del titolare del sepolcro, infatti, non è del tutto sicura, nonostante i dati contenuti nell’iscrizione posta sul lato occidentale (dove è l’ingresso attuale) lo indichino come Gaio Cestio Epulone, figlio di Lucio e appartenente alla tribù Poblilia, tribuno della plebe e membro del collegio dei Septemviri Epulones ovvero i sacerdoti preposti all’organizzazione dei banchetti tenuti in occasione di feste religiose. Una seconda iscrizione in caratteri più piccoli posta sul lato orientale, afferma che l’opera venne realizzata dai suoi eredi, per