Pompei - articoli in archivio

  • Pompei. Fullonica Stephani, fotografie

  • Lungo la Via dell’Abbondanza è posta la Fullonica Stephani, l’unica delle quattro lavanderie di Pompei a non essere il risultato di un semplice adattamento, ma di una vera e propria ristrutturazione di una casa signorile, razionalmente concepita per adempiere questa nuova funzione. Fullonica Stephani Sulla facciata, a destra dell’ingresso ci sono alcuni programmi elettorali che citano un certo Stephanus, forse il capo officina o il proprietario dell’azienda. Al momento dell’eruzione del 79 d. C. il portale dell’ingresso era chiuso dall’esterno con un chiavistello, solo il battente che girava sul cardine fu trovato aperto. Nell’ufficio retrostante, durante lo scavo, fu trovato

  • Pompei. Casa di Giulio Polibio

  • Questa abitazione prende il nome dall’ultima persona che verosimilmente ne ebbe il possesso – C. Iulius Polybius  – o che quantomeno la abitò. Questa teoria trova fondamento nei numerosi manifesti elettorali che si trovano su tutta la zona intorno all’abitazione oltre che sulla sua facciata. Polybius, proveniente da una famiglia composta da liberti imperiali impegnata nell’amministrazione locale venne candidato al duumvirato per la città di Pompei. Alcune iscrizioni testimoniano la sua assicurazione alla popolazione di pane buono (panem bonum fert). Una seconda ipotesi è che la casa sia appartenuta a C.Iulius Philippus; quest’altra teoria si baserebbe su un suo sigillo

  • Pompei. Casa della Fontana Grande

  • Subito dall’esterno dell’edificio notiamo il forte contrasto tra l’austera facciata e la divertente nicchia con mosaico in fondo al giardino. La casa presenta infatti la facciata in opus quadratum e deve il nome con cui oggi è conosciuta a una fontana posta all’interno di un ninfeo mosaicato nel piccolo giardino che si scorge proprio di là dall’atrio. Proprio nel giardino si trova la fontana da cui prende il nome l’edificio e che contiene alcune maschere tragiche. La fontana è decorata da due mascheroni tragici, sporgenti dagli stipiti della nicchia del ninfeo, e da una piccola statua di bronzo, poggiata nella

  • Pompei. Casa della Fontana Piccola

  • La Casa della Fontana Piccola a Pompei è una domus che nasce dall’unione, nel 100 a. C., di due abitazioni. La fontana che attribuisce il nome alla casa è qui collocata tra grandi pitture di paesaggi che adornavano le pareti del giardino circondato da un piccolo peristilio. Quest’angolo era ben visibile dall’atrio e dal tablino, posto in modo cioè che anche dalla strada la fontana potesse essere vista. La fontana è mosaicata e realizzata con tessere in pasta vitrea e conchiglie. La sua struttura è a edicola con nicchia al centro. La bocca da cui proviene l’acqua è una maschera

  • Pompei: le case restaurate resteranno aperte al pubblico

  • Tre importanti case pompeiane sono state riaperte al pubblico dopo svariati anni e altrettanti di lavori di restauro. Già dalla riapertura per Pasqua, però, avvenuta alla presenza del ministro Franceschini, si sapeva che sarebbero state visitabili solo fino al 30 aprile e secondo orari stabiliti a causa della mancanza di personale. Oggi sembra, invece, che le domus di Romolo e Remo, di Trittolemo e di Marco Lucrezio Frontone, rimarranno aperte al pubblico in considerazione anche del grande successo di visitatori che hanno scelto l’area archeologica vesuviana come luogo da visitare durante i lunghi ponti festivi di queste ultime settimane. I

  • Pompei, storia degli scavi: restauro nel primo periodo Borbonico

  • Restauro di Pompei nel primo periodo Borbonico (1748-1808) Le discipline dello scavo archeologico e del restauro architettonico si svilupparono, in territorio italiano, parallelamente e contemporaneamente all’ampliamento delle indagini a Pompei, trovando nell’antica città vesuviana il luogo ideale di sperimentazione. Le due discipline, di natura essenzialmente tecnico-pratica, elaborano e modificarono le loro basi teoriche e le loro metodologie rispecchiando i progressi e le novità tecniche contemporanee così come le contemporanee formulazioni filosofiche e sensibilità estetiche. Nei primissimi anni seguenti alla scoperta di Pompei lo scavo dell’antica città venne effettuato per cunicoli, con il solo obiettivo del recupero di oggetti e pitture. Gli

  • Pompei, storia degli scavi: restauro nel Decennio Francese

  • Il restauro di Pompei nel Decennio Francese (1808-1814) Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento l’approccio ai ruderi era di tipo prevalentemente conservativo. I precetti applicati da architetti e studiosi francesi operanti a Roma a partire dal 1810 erano derivati direttamente dall’articolata formulazione teorica delle problematiche relative al restauro di Quatremère de Quincy (1755 -1849), nella quale già si sosteneva l’opportunità della conservazione in situ delle opere d’arte. Lo stesso studioso esplicitava la fondamentale differenziazione tra “restauro”, metodologia applicabile a monumenti degradati o in parte distrutti e basata su resti esistenti, e “restituzione”, operazione effettuabile su monumenti “completamente spariti”,

  • Pompei, casa di Paquius Proculus: foto

  • Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei In mancanza di dati sicuri che possano consentire l’individuazione del proprietario della domus, si è soliti pensare che questa sia appartenuta a P. Paquius Proculus o a C. Cuspius Pansa entrambi menzionati nei manifesti elettorali in facciata. Un dato che poteva aiutare è l’iscrizione PPP su una delle anfore ritrovate in casa, ma le lettere potrebbero facilmente riferirsi al produttore, al commerciante oppure al destinatario del prodotto. Si sa con certezza solo che i Cuspii erano coloni sillani. Il primo impianto dell’abitazione doveva risalire all’età sannitica come testimoniato dai capitelli cubici all’ingresso

  • Pompei, Caserma dei Gladiatori: foto

  • Foto della Caserma dei Gladiatori di Pompei Il quadriportico dorico alle spalle del Teatro Grande oltre a essere perfettamente conservato è anche la più antica porticus post scaenam giunta fino a noi, rispondendo al canone vitruviano che prevedeva, secondo il modello greco, un’area porticata dove gli spettatori potessero intrattenersi nei momenti di pausa. Lo spazio cinto dal porticato serviva come area destinata alle attività sportive e intellettuali della iuventus pompeiana. Sembra questa essere l’interpretazione più plausibile vista anche la vicinanza del Foro Triangolare, forse adoperato per gare equestri, e della Palestra Sannitica anche quest’area ginnasiale. Dal Foro Triangolare una scala

  • Pompei, Casa del Centenario: foto

  • Foto della Casa del Centenario di Pompei Il nome alla domus, che si apre su Via di Nola, fu dato in occasione del suo scavo avvenuto nel 1879, diciottesimo anniversario dell’eruzione vesuviana. La sua costruzione risale al I sec. a. C. e può sicuramente annoverarsi tra le più belle e importanti abitazioni pompeiane. Presenta, infatti, due atri tuscanici di cui uno con pareti affrescate in IV stile da affreschi inerenti al mondo teatrale. Il secondo atrio presenta un larario con il famoso affresco del Vesuvio boscoso, ora conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il tablino si presenta inquadrato tra due